Di nuovo insieme, dopo dodici anni: Phil Collins, attualmente in tour con il suo show “Not dead yeat Again” che, a breve sarà anche in Italia, a Berlino ha avuto un ospite d’eccezione, il chitarrista e bassista dei Genesis Mike Rutherford che è andato a trovarlo salendo con lui sul palco per una canzone, la celeberrima “Follow you Follow Me” uno dei maggiori successi commerciali del gruppo. Pubblico in lacrime, grande commozione ed emozione nell'ammirare di nuovo insieme due tra i musicisti più influenti degli ultimi anni.

Phil Collins, dal dramma dell'infermità alla condivisione del palco con il figlio

Phil Collins è un autentico sopravvissuto: dopo l’ultimo tour con i Genesis, dodici anni fa, documentato dallo splendido DVD “When in Rome” registrato al Circo Massimo il 14 luglio 2007 di fronte a mezzo milione di persone, il celebre batterista e cantante ha avuto un violento decadimento fisico. Ha perso quasi completamente l’udito, è stato costretto a smettere di suonare a causa di violenti tremori alle mani ma, cosa più grave, ha rischiato la vita per una violenta pancreatite dovuta all’abuso da alcol.

Tre anni fa a salvargli la pelle è stato il figlio Nicholas che a soli diciassette anni suona la batteria nella sua band ed è destinato uno dei batteristi più interessanti dei prossimi anni: la vicinanza del figlio, nonostante il terzo divorzio e i problemi fisici, lo ha riportato in scena. Collins ha scritto una spietata autobiografia (“Not dead yet”) e organizzato un minitour di poche date con i musicisti di sempre e Nicholas al posto di Chester Thompson dietro i tamburi: una vera rivelazione perché il ragazzo è straordinariamente bravo.

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Nel tour Collins arriva sul palco in bastone, zoppicando vistosamente, deve stare seduto ma canta le sue canzoni: offre anche un assolo di percussioni insieme al figlio che per lui suona anche le tastiere in un paio di brani (“In the air Tonight”).

Rutherford sale sul palco e si riaccende la magia degli anni d’oro

“Ho una sorpresa, vediamo se riconoscete questo spilungone” ha detto Collins al pubblico di Berlino quando Rutherford, a sua volta straordinario musicista interprete di un capolavoro come “Smallcreep’s Day” e fondatore dei Mike and the Mechanics, si è presentato in occhiali da sole ed elegante completo bianco.

La scelta è caduta su una canzone dei Genesis molto pop, vicina al repertorio di Collins, molto amata dal pubblico. Un fuori programma perché nel suo tour Collins non ha mai suonato canzoni di Genesis. Il pubblico si è alzato in piedi ad applaudire urlando “not enough, not enough”… non ne abbiamo abbastanza. Da qualche mese si insegue la voce che i Genesis possano tornare di nuovo sul palco: l’ipotesi di coinvolgere Peter Gabriel è sempre la più affascinante ma è anche la più inverosimile.

Molto più probabile invece che possa rientrare Steve Hackett che da anni ormai suona con la sua band molto repertorio dei Genesis (sarà in Italia per suonare integralmente “Selling England by The Pound”) e ha mantenuto un rapporto molto affettuoso con gli ex compagni. Da convincere in effetti sembra essere rimasto solo Tony Banks, il geniale tastierista della band che alle reunion è sempre stato un po’ allergico.

“Gli ho detto che se vuole che ci riuniamo ho già il batterista – dice Collins che si riferisce evidentemente a suo figlio Nicholas che conosce tutto il repertorio dei Genesis perfettamente e spesso lo suona per ore intere – Mike sarebbe anche d’accordo e Tony non ha detto no, o forse non ha sentito”.

Phil Collins suonerà a Milano lunedì prossimo, 17 giugno al Mediolanum Forum; poi dopo altre sette date volerà negli States per sedici serate due delle quali già esaurite al Madison Square Garden di New York.

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