Piccole Donne ha sempre esercitato un certo fascino sul Cinema. E' uscito in questi giorni il primo trailer della nuova trasposizione cinematografica del romanzo più famoso di Louisa May Alcott. Quello che a prima vista può sembrare una fotocopia in realtà potrebbe essere un curioso esperimento cinematografico per la presenza della regista Greta Gerwig che stavolta indaga nell'animo femminile della seconda metà dell'ottocento.

La pellicola uscirà il 25 dicembre nei cinema statunitensi e quasi sicuramente nello stesso periodo anche in Italia.

Il film si concentrerà sulla tematica dell'indipendenza femminile, racchiusa soprattutto nella protagonista Jo, refrattaria alle convenzioni sociali dell'epoca che assimilavano la donna solo ai ruoli di moglie e madre. Le quattro sorelle March sono interpretate da Saoirse Ronan (Jo), Emma Watson (Meg), Florence Pugh (Amy) ed Eliza Scanlen (Beth).

Fanno parte del cast anche Timothée Chalamet (Laurie), Laura Dern (Marmee/Mrs. March), Meryl Streep (zia March), Bob Odenkirk (Mr. March), Louis Garrel (Friedrich Bhaer) e James Norton (John Brooke).

Piccole Donne della Gerwig fedele all'impronta femminista della Alcott il cui temperamento è concentrato nella figura di Jo

L'incontro tra lo stile di Greta Gerwig, sceneggiatrice e regista di spicco del cinema indipendente, che con 'Lady Bird' (2017) ha conquistato la critica e ottenuto cinque nomination agli Oscar, e la storia delle sorelle March già suscita nel pubblico una certa curiosità.

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Secondo le anticipazioni della produzione, l'adattamento parte dalla storia della famiglia March che tutti conoscono, ma si concentra sulla loro età adulta dopo che hanno lasciato la casa natale. Poi la pellicola mostra al pubblico la crescita delle quattro sorelle attraverso dei flashback, rispettando un ordine più tematico che cronologico. Le quattro sorelle sono giovani donne intelligenti e forti che non si arrendono davanti alle pressioni sociali dell'epoca in cui l'uomo deteneva il potere e la donna aveva un ruolo marginale, relegato tra le mura domestiche.

Piccole Donne, prima di essere realizzato, è stato oggetto di modifiche apportate dalla regista.

La prima scelta della produzione fu Sarah Polley che venne poi sostituita dalla Gerwig. Quest'ultima decise di riscrivere la sceneggiatura, cercando di riprendere le parti più eversive del romanzo, senza però trascurare la sua caratteristica di affresco dell'epoca. La regista ha cercato di mantenere l'impronta abolizionista e femminista di Louisa May Alcott, la cui vitalità e il temperamento sono concentrati nella figura di Jo, diventata con il tempo un modello per intere generazioni di ragazzine.

Piccole Donne, dalla carta stampata al grande schermo: otto adattamenti dal 1917 al 2019

Il romanzo Piccole Donne fu pubblicato negli Stati Uniti in due volumi, uno nel 1868 e l'altro nel 1869. Nel corso dei decenni successivi fu pubblicato nel resto del mondo, tradotto in più di 50 lingue. Non andò mai fuori stampa e fu un successo tale per la scrittrice al punto da diventare un classico della letteratura americana.

I primi due adattamenti cinematografici risalgono all'epoca del cinema muto (1917 e 1918). In seguito vennero realizzate le pellicole più famose: quella di George Cukor (1933), di Mervyn LeRoy (1949), di David Lowell Rich (1978) e di Gillian Armstrong (1994). La settima, in chiave moderna, è uscita quasi in sordina nel 2018 diretta da Clare Niederpruem. Infine, il 25 dicembre 2019 arriverà appunto nei cinema l'ultima trasposizione diretta da Greta Gerwig.

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