L’Anica (Associazione nazionale industrie cinematografiche audiovisive e multimediali) ha annunciato la lista dei film candidati a rappresentare l’Italia nella corsa all’Oscar 2020 come miglior film straniero. Dopo le 21 candidature del 2018, quest’anno sono cinque le pellicole in lizza:

  • “Il primo re” di Matteo Rovere
  • “Il traditore” di Marco Bellocchio
  • “Il vizio della speranza” di Edoardo De Angelis
  • “La paranza dei bambini” di Claudio Giovannesi
  • “Martin Eden” di Pietro Marcello

La commissione di valutazione dell’Anica si riunirà il 24 settembre per selezionare il candidato finale e ufficializzerà la propria scelta il 1° ottobre.

L’annuncio delle nomination ai prossimi Oscar è previsto per il 13 gennaio 2020 e la cerimonia si terrà il 9 febbraio a Los Angeles. I nominati finali alla statuetta di miglior film straniero saranno solo cinque e dunque, per la pellicola italiana in corsa, sarebbe già un successo rientrare in questa rosa ristretta. L’ultima a riuscirci fu “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino nel 2014, che vinse l’ambitissimo premio.

‘Martin Eden’: da Venezia a Los Angeles?

Tra i cinque film italiani in corsa, ”Martin Eden” potrebbe sfruttare l’onda lunga del successo ottenuto alla Mostra del Cinema di Venezia da poco conclusa. Il film di Pietro Marcello, rielaborazione in salsa napoletana dell’omonimo romanzo americano di Jack London, è stato infatti molto apprezzato dalla critica nazionale e internazionale, trascinato dall’ottima interpretazione di Luca Marinelli, premiato con la Coppa Volpi come miglior attore.

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Cinema

Vincitore del premio del pubblico nell’edizione 2018 della Festa del Cinema di Roma, “Il vizio della speranza” racconta la storia di Maria, donna al servizio di una sfruttatrice di prostitute nigeriane nella Campania contemporanea.

‘Il primo re’ sfida ‘Il traditore’ e una storia ideata da Roberto Saviano

Matteo Rovere, uno dei registi più talentuosi della nuova generazione italiana, ha realizzato uno dei film più coraggiosi e innovativi del nostro cinema: “Il primo re” è una rivisitazione del mito della fondazione di Roma, una pellicola in cui la storia si mischia alla leggenda, girata in una lingua latina arcaica (in parte ricostruita con l’aiuto di studiosi dell’Università Sapienza) e con Alessandro Borghi nel ruolo di un intenso Remo.

“Il traditore” di Marco Bellocchio è un film biografico su Tommaso Buscetta, il primo grande pentito della storia della mafia. Tra omicidi e guerre di malavita, latitanza, arresti, prigione e processi, Pierfrancesco Favino incarna mirabilmente un personaggio complesso e contraddittorio con cui, in parte, si potrebbe perfino empatizzare, ma senza dimenticare le sue orribili colpe da criminale.

Trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo di Roberto Saviano, “La paranza dei bambini” vede protagonisti un gruppo di adolescenti del rione Sanità a Napoli, che si fanno strada nel mondo della criminalità con le armi e con lo spaccio di droga.

Interamente recitato in dialetto napoletano e con i sottotitoli in Italiano, il film è stato premiato all’ultimo Festival del Cinema di Berlino con l’Orso d’Argento per la miglior sceneggiatura.

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