Poco prima di pubblicare il suo ultimo, fortunatissimo album Enemy – disco d'oro in una sola settimana ed attualmente disco di platino, nonché vinile più venduto del 2018 in Italia – Noyz Narcos aveva annunciato che il disco sarebbe stato l'ultimo della sua carriera. La notizia aveva comprensibilmente gettato nello sconforto i numerosissimi fan del rapper capitolino, ormai residente a Milano da diversi anni.

'Mi sembrava come se il rap fosse diventato completamente un'altra cosa'

In una recente intervista concessa al Corriere della Sera, lo storico membro del TruceKlan ha però confermato alcune indiscrezioni relative ad una sua presunta retromarcia relativamente al ritiro dalle scene, che poi ritiro vero e proprio non era mai stato, dato che il rapper aveva sì affermato di non voler più fare dischi, ma aveva anche manifestato la volontà di continuare ad esibirsi di tanto in tanto, continuando a portare sul palco il suo vastissimo repertorio.

Emanuele Frasca – questo il vero nome dell'artista classe 1979 – ha spiegato le motivazioni del dietrofront con queste parole: "Dissi che Enemy sarebbe stato il mio ultimo album in un momento storico in cui mi sentivo spaesato, mi sembrava come se il Rap fosse diventato completamente un'altra cosa".

A questo punto Noyz Narcos è stato incalzato dal suo interlocutore, che gli ha chiesto i motivi precisi di questa retromarcia, questa la risposta, per certi versi criptica e sfuggente, dell'autore di 'M3': "Per me il rap è stato una rivalsa, un modo per non morire per strada facendo altre cose.

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Rap

Qualcuno ottiene rivalsa grazie agli sport, giocando a calcio o a basket, altri rappano. E' un'occasione nella vita se non hai studiato medicina [..] spesso ti ritrovi bifolchi che diventano milionari, ed è fichissimo".

'Io un cattivo esempio? Eppure i fan mi scrivono: Mi hai salvato la vita'

Nel corso dell'intervista Noyz Narcos ha descritto l'attuale momento del rap italiano come "Un tempo di rapper colorati e caramelle", criticando inoltre l'omologazione delle nuove generazioni, rispondendo poi ai tanti detrattori che ancora lo additano come un cattivo esempio, queste le sue parole: "I giovani si vestono tutti in maniera simile, ascoltano tutti le stesse canzoni, non ci sono più le sub-culture.

E' colpa della facilità di accesso al mondo online, che spinge i ragazzi sempre verso i medesimi prodotti preselezionati. Non vedo più quella voglia di andare a scoprire delle rarità per sentirsi figo, anzi, al contrario, di solito l'essere particolari viene percepito come una sorta di difetto che porta ad essere emarginati".

Prima di concludere: "Io sarei di cattivo esempio ? Eppure i supporter mi mandano messaggi in cui dicono che ho salvato loro la vita.

Non posso sentirmi responsabile della loro istruzione o del fatto che abbiano madri e padri poco presenti, chi interpreta male le mie rime fa lo stesso errore di chi guarda un film violento e poi va a fare danni per strada".

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