Se n'è andata, a soli 44 anni, la musicista friulana Elisabetta Imelio. La donna è deceduta a causa di un tumore, contro cui lottava dal lontano 2015 e che lei stessa aveva reso pubblico.

Nata nel 1975, Elisabetta Imelio si è spenta sabato 29 febbraio all'ospedale 'Centro di Riferimento Oncologico' di Aviano, in provincia di Pordenone. La 44enne, nome noto della scena musicale alternativa e indie italiana degli anni '90, era sposata con Francesco Isidoro e aveva un figlio.

Il brano 'La fine della Chemio' e il progetto benefico

Come già ricordato, da alcuni anni la Imelio lottava contro un cancro. Tale battaglia contro il tumore fu resa pubblica nel 2017, nell'ambito di un brano intitolato 'La Fine Della Chemio'.

La canzone era stata incisa dalla stessa Elisabetta Imelio e da Gian Maria Accusani, entrambi membri del gruppo rock alternativo dei Sick Tamburo. In seguito, lo stesso brano scritto da Accusani era diventato parte di un progetto benefico grazie ad una nuova versione del pezzo realizzata insieme a noti musicisti della scena italiana indipendente/alternative (e non) come Elisa, Jovanotti, i Tre Allegri Ragazzi Morti, Meg, Manuel Agnelli, Samuel dei Subsonica, Pierpaolo Capovilla del Teatro degli Orrori e Lo Stato Sociale.

Negli anni precedenti, la stessa artista aveva sconfitto un altro brutto male.

Gli anni '90 e il successo dei Prozac+

La Imelio era nota per essere stata la bassista dei Prozac+, insieme al già citato Gian Maria Accusani e alla nota cantante Eva Poles. I Prozac+ riuscirono ad ottenere un deciso successo verso la fine degli anni novanta, specialmente grazie alla popolare hit 'Acida', che scalò le classifiche musicali italiane nel 1998.

La band di origine friuliana divenne anche una sorta di 'emblema' della musica alternativa e indie di quegli anni, con il loro sound punk-rock e pop-punk, unito a decise influenze alternative rock, ma anche a notevoli influssi post-punk e darkwave.

Inoltre, il gruppo divenne noto per i testi profondi e per certi versi 'oscuri', con testi che spesso descrivevano situazioni di disagio sociale e interiore, nonché di solitudine e, in alcuni casi, presentavano una certa critica sociale.

Oltre a ciò, tra i temi trattati dai Prozac+ vi era anche quello della tossicodipendenza e dell'abuso delle sostanze stupefacenti, com'è evidente in 'Acida' e altri pezzi e, talvolta, anche dell'abuso dei medicinali in generale. Più precisamente, entrambi questi due aspetti erano stati affrontati nel 1996 nel brano volutamente ironico 'Pastiglie', decisamente e provocatoriamente più 'allegro' rispetto ad altre note - e meno note - canzoni della band.

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