Tra i nuovi Libri editi dalla casa editrice Fawkes Editions troviamo ‘La sabbia e le notti’ uscito il 7 maggio 2020. Nell’opera, nuova raccolta di racconti, di Marino Magliani sono riuniti due racconti presenti nella precedente pubblicazione dell’autore, Carlos Paz e altre mitologie private. Tra le curiosità di questo nuovo libro, oltre a della raffinata narrativa, troviamo l’edizione bilingue, scritta in italiano e francese.

I ricordi della fanciullezza non fermano il tempo

Nel primo racconto, Sabbia, ci troviamo sulla spiaggia, in riva al mare, “un mare come un luogo da conquistare” perché in esso è contenuto il ricordo della sua vita passata; la sabbia stimola le riflessioni del protagonista, intento a trovare le parole giuste per una storia che vorrebbe raccontare.

“La sabbia che si chiamava sabbia anche lontano”, pensa, perché egli vive sul mare e sul mare è nato e cresciuto: dall’Olanda all’Italia, in Liguria, è un viaggio di un istante se lo si fa a pelo d’acqua, e se l’acqua decide di trasportare la mente attraverso lo spazio e il tempo. È una storia delicata e nostalgica, con quel pizzico di surreale tanto caro all’autore; è una vicenda che riflette la lotta interiore del protagonista che sente di vivere a metà tra il presente e il passato, che sente di non avere il coraggio necessario per riappropriarsi dei suoi ricordi: “e ciò che aveva appena bagnato il suo piede era un’onda alla quale era mancato il respiro per essere un’onda”.

Le onde del mare il loro moto continuo

Come le onde del mare anche lui non riesce ad allungarsi per bene verso il suo passato, lo sfiora ma non lo possiede. E la tematica del ritorno è presente anche nel secondo racconto, Le notti di Sorba: una storia intima, che fa rivivere gli anni della sua fanciullezza in Italia.

La malinconia è il sentimento dominante, narrato con l’eleganza e la delicatezza tipiche dell’autore. Magliani è deciso a riprendersi una parte del suo vissuto che è scomparso dalla memoria: “La misura di tempo di un ricordo è quella di un solo respiro, e il respiro dopo ci scaraventa di nuovo nel presente”; in una storia attraversata dal dolore acuto della dimenticanza, si assiste al ritorno alle origini di un autore che ha un disperato bisogno di ricordare: “Un fiume è il luogo dove ho dormito per un anno intero, da quella superficie dovrebbe emergere tutto, fango e acqua, e centinaia di immagini, la luce che ti sveglia a maggio e il buio di gennaio che non finisce mai”.

Tra ricordi e sofferenza

Un racconto vivido e sofferto, in cui non si è mai certi cosa sia reale e cosa sia finzione; una storia delirante in certi passaggi, perché l’autore sa che più si è scappati lontano è più è difficile tornare al punto di partenza: troppa strada percorsa, troppi ricordi sovrapposti, troppa sabbia, troppo mare.

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