Si avvicina l'uscita di Mr. Fini, il nuovo album di Gué Pequeno, che sarà disponibile in formato fisico, digitale ed ovviamente su tutte le principali piattaforme di streaming, a partire dal 26 giugno 2020. Ieri, 14 giugno, il Corriere della Sera ha pubblicato una corposa intervista al rapper milanese che, nel giro di poche ore, è stata rilanciata da diversi noti canali di informazione dedicati al Rap italiano. A colpire il pubblico, oltre ad alcune anticipazioni relative al contenuto dell'album che Gué Pequeno ha definito più sobrio rispetto ai precedenti, sono state soprattutto alcune dichiarazioni su Ghali.

Il commento su Ghali: 'Appartiene al mondo del fashion'

Gué Pequeno ha chiamato in causa il collega rispondendo ad una domanda sul razzismo in Italia. Queste le sue parole: "Basta ascoltare i cori allo stadio. Viviamo in un paese dove il calcio è importantissimo, la maggior parte delle tifoserie sono di destra, non bisogna stupirsi dei risultati di Salvini. Non avremo mai un rapper nero primo in classifica. Ghali è un fake. Lui appartiene all'universo fashion, non sarà mai un idolo del mondo di colore".

Il rapper ha anche avuto modo di rispondere a molte domande sul contenuto del suo prossimo album Mr. Fini, in uscita il 26 giugno.

Gué Pequeno su Mr Fini: 'Non lo definirei elegante, ma sobrio sì'

Pur ribadendo che il disco affronterà tematiche ''vietate ai minori di quattordici anni'', lo storico membro della Dogo Gang ha parlato di un disco meno spinto dei precedenti. "Dal punto di vista artistico e tecnico lo considero un album maturo – ha infatti spiegato il rapper – ma anche cupo, rispecchia ciò che ho vissuto negli ultimi anni della mia vita.

Le tematiche sono più meditate, non è presente neanche un episodio che possa essere catalogato come trash. Probabilmente è eccessivo considerarlo un disco elegante, si tratta sempre e comunque di argomenti vietati ai minori di quattordici anni, ma sobrio sì".

Gué Pequeno ha anche anticipato, seppur in termini generici, le sonorità del progetto, spiegando di aver cercato di ottenere un suono senza tempo, prendendo ispirazione dagli anni '80 e '90.

L'autore di Sinatra ha definito il suo nuovo lavoro come un disco non di tendenza: "Non avevo intenzione di fare quello che stanno facendo tutti", ha dichiarato.

Il significato del titolo: 'Pensavo di usarlo da tempo'

Durante l'intervista concessa al Corriere della Sera, Gué Pequeno ha precisato il motivo che lo ha portato a scegliere di utilizzare il suo cognome (il vero nome di Gué Pequeno è Cosimo Fini) per il titolo dell'album.

"Da tempo avevo intenzione di utilizzarlo per un titolo – ha raccontato – come Lil Wayne con la saga Tha Carter: dà importanza. Tutt'altra storia è invece un album personale intitolato con il nome, tipo Mauro, quella è roba da perdente".

L'artista milanese ha inoltre sottolineato alcune differenze tra Mr.Fini e Sinatra, suo precedente lavoro, ribadendo come il suo obiettivo con questo nuovo album sia quello di creare qualcosa che possa rimanere nel tempo, queste le sue parole: "Sinatra fotografava un determinato momento storico, era un album lucido.

Questo disco vuole rimanere".

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