Chiara Ferragni fa bene alla cultura. A dirlo non sono solo i numeri ma anche Eike Schmidt, direttore degli Uffizi di Firenze. Con oltre 4 milioni di presenze nel 2019, la Galleria degli Uffizi è uno dei musei più visitati in Italia e nel mondo. Come tutti i siti culturali, nell'ultimo anno ha dovuto fare i conti con l'emergenza Coronavirus. Nonostante tutto però il direttore è contento dei numeri ottenuti con le aperture estive e autunnali. E in parte il merito va anche alle influencer come Chiara Ferragni e Martina Socrate.

Ferragni aiuta la cultura

Nel 2020, a causa della pandemia, il complesso museale delle Gallerie degli Uffizi ha registrato un crollo degli introiti e del numero di visitatori di oltre il 70%. Nonostante ciò i musei fiorentini si sono posizionati al settimo posto nella classifica dei musei più visitati al mondo. Un dato che va letto positivamente secondo il direttore del Museo.

Se le visite sono andate così bene nonostante le chiusure il merito è anche dell'attività di promozione da parte di star dello spettacolo e di personaggi molto noti come Chiara Ferragni. Lo stesso effetto positivo lo ha portato anche la visita della tiktoker Martina Socrate. In occasione delle loro visite al celebre museo fiorentino la scorsa estate non sono mancate però le polemiche.

In tanti hanno accusato il direttore di aver usato metodi sbagliati per promuovere la cultura, e hanno preso di mira soprattutto Chiara Ferragni

Uffizi: i numeri e i progetti

La moglie di Fedez, tra le influencer più seguite d'Italia, ha visitato nel luglio 2020 gli Uffizi condividendo poi questa esperienza sui social. Ciò ha avuto l'effetto di richiamare nel museo un pubblico giovanile.

Per la prima volta infatti i giovani sono stati più di un terzo dei visitatori totali.

In un'intervista rilasciata all'Associazione Stampa estera in Italia, Eike Schmidt parla non a caso di "Effetto Socrate-Ferragni". Non si è trattato quindi di fenomeni isolati, ma di uno sviluppo durevole frutto di una strategia di avvicinamento ai più giovani.

La fascia di visitatori tra i 19 e i 25 anni è effettivamente salita dal 6,1% del 2019 al 14,3% del 2020. E il picco è stato raggiunto proprio nelle due settimane successive alla visita di Ferragni agli Uffizi. I dati parlano chiaro: gli incassi degli Uffizi sono scesi dai 34 milioni del 2019 agli 8,8 milioni del 2020.

Nonostante il 2021 si stia rivelando un anno difficile, Schmidt ha detto che per l'inizio di maggio gli Uffizi saranno pronti a ripartire. E lo faranno con l'inaugurazione di 15 nuove sale dedicate alla pittura del '500 fiorentino e romano.

Ferragni, l'elogio di Schmidt

L'esperimento è stato senza dubbio positivo, a dispetto delle tante polemiche. Nonostante tutto infatti il direttore si è mostrato piuttosto ottimista, e ha affermato che dal 2022 per i musei si prevede un ritorno ai numeri pre-Covid.

L'effetto 'Socrate-Ferragni' "viene supportato dai numeri" ha spiegato Schmidt. Per l'incremento delle visite non si può parlare di "fenomeni isolati o episodici", bensì del risultato "di uno sviluppo durevole e di ampio respiro grazie ad una strategia precisa e sistematica di avvicinamento ai giovani".

Il direttore degli Uffizi va poi ad analizzare i dati nel concreto. "Il maggior ingaggio del pubblico giovanile lo si comprende attraverso l'analisi delle percentuali". Il dato significativo riguarda la crescita registrata nella fascia d'età 19-25. Il periodo è quello che va dall'inizio di giugno alla fine di luglio". Non a caso lo stesso periodo d'oro successivo alle visite di Ferragni e Socrate. È il caso di dire che le influencer portano bene.

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