Dal 20 marzo al 28 novembre 2026, Matera si appresta a vivere un anno da protagonista assumendo il titolo di Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo. Un riconoscimento prestigioso che la città lucana condividerà con Tétouan, in Marocco. Il programma ufficiale, intitolato «Terre Immerse», sarà inaugurato con un evento simbolico di grande rilievo: la riapertura del Teatro Duni. Lo storico teatro, «ormai da troppi anni chiuso», tornerà a vivere come un vero e proprio cantiere-evento, rappresentando la rinascita culturale della città. Il progetto, presentato da Rita Orlando, direttrice generale di Matera Basilicata 2019, si ispira al concetto che «Matera è roccia e il Mediterraneo è anche materia solida», con l'obiettivo di trasformare la cultura in uno strumento di diplomazia tra le diverse sponde del bacino.

Durante la presentazione, il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha inviato un messaggio in cui ha ricordato come «l’Europa trae il suo senso più profondo, iniziale e vitale dal Mediterraneo, il ‘Gran lago’, come diceva Marinetti, che unisce Europa e Africa». Il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, ha evidenziato come Matera «diventa così la metafora di un Mediterraneo che vive anche lontano dalle coste: non sta sul mare, ma diventa la Capitale mediterranea».

Programma strutturato in quattro “Immersioni” tematiche

Il calendario di “Terre Immerse” si articola in quattro filoni tematici, denominati “Immersioni”. La prima, dedicata alle Stratificazioni (il tempo), includerà la mostra fotografica di Mimmo Jodice sull’antichità e la memoria del Mediterraneo, oltre al Festival del racconto, incentrato sulla tradizione orale.

La seconda, Isolamenti (lo spazio), comprenderà la Festa internazionale del Vicinato e la conferenza scientifica “Mediterraneo, hub del cambiamento climatico”. La terza, Contaminazioni (la società), proporrà la residenza musicale “Suoni Mediterranei”, in dialogo con Tétouan, e l’esposizione “Adriano Olivetti: Matera e il sogno di una impresa”. Infine, la quarta immersione, Transumanze (il movimento), vedrà protagonisti “Italian Screens”, summit mediterraneo del cinema e dell’audiovisivo, e le performance musicali di “Attraversamenti”.

Un’occasione di rilancio urbano e culturale

Il programma “Terre Immerse” posiziona Matera non solo come capitale simbolica del Mediterraneo, ma anche come centro dinamico di eventi culturali, dialogo interculturale e rigenerazione urbana.

La riapertura del Teatro Duni, chiuso da anni, testimonia l'impegno concreto per restituire alla città uno spazio storico fondamentale per la cultura dal vivo. Il coordinamento tra la Regione Basilicata, il Comune, la Fondazione Matera Basilicata 2019 e il Ministero della Cultura sottolinea una progettualità ambiziosa e sinergica, volta a proporre festival, residenze, mostre, conferenze e performance come strumenti efficaci di dialogo e innovazione. Matera si pone dunque al centro di un Mediterraneo che affonda le proprie radici nella pietra, nella memoria e nella cultura condivisa, configurandosi come laboratorio di dialogo interculturale, esplorazione artistica e valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale.