Si è conclusa a Pordenone la trentaduesima edizione del festival culturale Dedica 2026, un evento che ha celebrato lo scrittore e reporter francese Sorj Chalandon e ha registrato numeri in crescita significativi. Svoltasi dal 14 al 21 marzo 2026, la rassegna ha accolto ottomila presenze complessive e ha generato oltre 800 mila visualizzazioni sui canali social. Un successo che, per gli organizzatori, conferma il ruolo di Dedica come punto di riferimento per il dialogo aperto tra letteratura e pubblico, rafforzando il legame con il territorio e la sua dimensione di comunità.
Il festival, fedele alla sua formula che dedica un'intera settimana a un unico autore, ha visto una notevole partecipazione, inclusi 1.800 studenti coinvolti in attività didattiche. Gli appuntamenti dal vivo hanno registrato il tutto esaurito, consolidando la posizione di Dedica quale primo grande evento culturale della stagione nel percorso verso Pordenone Capitale della Cultura 2027. Sorj Chalandon ha espresso il suo profondo apprezzamento per l'accoglienza ricevuta, descrivendo l'esperienza non come “un festival ma una famiglia”, sentendosi “accolto, protetto” e pronto a “ripartire più forte, con le stelle negli occhi; ce le avete messe voi, a Pordenone”.
Un programma ricco tra letteratura, teatro e impegno sociale
La trentaduesima edizione ha offerto un programma articolato su dodici appuntamenti che hanno esplorato l'universo narrativo di Sorj Chalandon, con un focus particolare sull'Irlanda, paese caro all'autore per la sua attività giornalistica e letteraria. Organizzato dall'associazione culturale Thesis, il festival ha spaziato tra teatro, musica, arti visive, dialoghi e mostre fotografiche, mantenendo la sua originale impostazione multidisciplinare.
Tra gli eventi di spicco, la prima nazionale de “Il libro di Kells”, il nuovo romanzo di Chalandon, presentata il 18 marzo presso il Convento di San Francesco. L'edizione ha inoltre annunciato in anteprima due graphic novel ispirate ai romanzi irlandesi dello scrittore e la recente traduzione italiana di un suo volume.
Il cartellone ha incluso anche importanti produzioni teatrali come “La quarta parete” di Gabriele Vacis e “Il giorno prima” interpretato da Marco Baliani. Non è mancata l'attenzione all'attualità sociale, con un significativo incontro tra Sorj Chalandon, don Gino Rigoldi – storico cappellano del carcere minorile Beccaria – e il rapper Kento, dedicato ai temi del lavoro con i minori in contesti difficili.
Il futuro letterario di Chalandon e la visione del curatore
L'inaugurazione del festival, tenutasi il 14 marzo al Teatro Verdi, ha visto Sorj Chalandon in dialogo con Andrea Tarabbia e la consegna del Sigillo della Città. Un percorso di avvicinamento al festival era già iniziato con undici eventi di anteprima a ingresso gratuito, distribuiti in vari comuni della regione fino al 6 marzo, tra cui gli appuntamenti “Suoni e incanti d’Irlanda” a Sesto al Reghena e Montereale Valcellina.
Nel corso degli incontri, Sorj Chalandon ha rivelato i suoi prossimi progetti letterari, annunciando un nuovo libro dedicato all'Irlanda dell'Ottocento, incentrato sulla Grande Carestia, un periodo storico che ha causato un milione di morti e costretto un milione e mezzo di persone a emigrare. Lo scrittore ha sottolineato come la partecipazione a Dedica 2026 abbia rappresentato per lui “una spinta nuova verso la scrittura”, traendo ispirazione dalla profonda dimensione umana e dalla rara sensibilità percepita in ogni appuntamento della rassegna.
Il curatore Claudio Cattaruzza ha evidenziato l'importanza dell'ospite di quest'anno, affermando: “Un appuntamento che oltre confermare la qualità straordinaria della scrittura di Chalandon, ne ha rivelato una dimensione incredibilmente umana, fatta di sensibilità rara, restituita in ogni incontro e ricambiata dal pubblico”.
La programmazione ha saputo bilanciare sapientemente gli aspetti letterari con quelli di impegno sociale, arricchendo il percorso culturale di Dedica e proiettando Pordenone verso i futuri appuntamenti nel panorama culturale nazionale.