Il Centro Sperimentale di Cinematografia presenta la seconda edizione del Festival “Custodi di sogni – I tesori della Cineteca Nazionale”, in programma a Roma dal 9 al 15 marzo 2026. L’iniziativa riporta alla luce materiali preziosi conservati negli archivi della Cineteca Nazionale, offrendo “un tuffo nella storia del cinema, uno sguardo nell’arte che racconta la storia del nostro paese”, come sottolinea il conservatore Steve Della Casa.
Un patrimonio da riscoprire e valorizzare
Tra i contenuti di particolare rilievo figurano i frammenti di Sperduti nel buio di Nino Martoglio, classico del cinema muto considerato perduto.
L’unica copia esistente fu sottratta dai tedeschi alla Cineteca del CSC nell’autunno del 1943; il ritrovamento è avvenuto nel Fondo Museo Internazionale Cinema e Spettacolo in copia 16mm. Sempre di grande interesse è il cofanetto dedicato a Elvira Notari – riconosciuta come prima regista italiana – che raccoglie tutti i titoli della regista conservati nella Cineteca Nazionale, arricchito da un nuovo frammento inedito di un suo film finora ritenuto perduto.
La Cinémathèque française porta a Roma il capolavoro Saffo di A. Molinari (1918, 62’), in versione restaurata con didascalie francesi, accompagnata musicalmente dal vivo dal Maestro Antonio Coppola. Saranno inoltre presenti rarità come i primi film interpretati da Claudia Cardinale in Tunisia: il cortometraggio Les Anneaux d’or di R.
Vautier (1958, 18’) e Goha di J. Baratier (1958, 83’). Quest’ultimo, debutto nel lungometraggio della Cardinale, vinse il Premio della Giuria all’undicesima edizione del Festival di Cannes. Le due copie provengono dalla Cineteca Italiana.
Il festival valorizza anche il patrimonio del CSC – Archivio Nazionale Cinema di Impresa, che celebra i suoi vent’anni e mette in evidenza la varietà delle sue collezioni: dal cinema muto alle produzioni aziendali e militanti, fino ai film d’arte e religiosi. Di particolare interesse sono i girati recentemente ritrovati del film Scioperi a Torino di Paolo Gobetti (1962), che offrono una prospettiva inedita sulla storia industriale e sociale italiana.
Non mancano proiezioni di restauri recenti presentati a festival nazionali e internazionali, tra cui Esterina di C.
Lizzani (1959, 83’), Roma ore 11 di G. De Santis (1952, 105’) e Il delitto Matteotti di F. Vancini (1973, 122’). Il festival si inserisce in un percorso più ampio di valorizzazione del patrimonio cinematografico italiano. Steve Della Casa, ideatore della rassegna, sottolinea l’importanza di “mettere in luce” materiali che rischiano di restare nell’ombra. Il frammento di Sperduti nel buio non solo restituisce una pagina dimenticata del muto italiano, ma documenta anche le ferite della guerra e il furto culturale subito dalla Cineteca. Il rilievo dato a Elvira Notari – figura pionieristica del cinema italiano – consente di restituire visibilità a una regista spesso esclusa dalla storia ufficiale della settima arte, mentre la presentazione di materiali meno convenzionali, come i primi film di Claudia Cardinale, amplia il racconto introspettivo dedicato alle carriere di icone del cinema italiano.
Contesto e patrimonio archivistico romano
Il Centro Sperimentale di Cinematografia e la Cineteca Nazionale hanno sede a Roma e giocano un ruolo fondamentale nella conservazione e nella promozione del cinema italiano. Da più di un secolo, il CSC raccoglie, tutela e diffonde materiali che vanno dal muto alle produzioni contemporanee. L’Archivio Nazionale Cinema di Impresa, in particolare, arricchisce il racconto offrendo uno sguardo sulla memoria audiovisiva del mondo produttivo e sociale del Paese.
La scelta di sedi molteplici – tra luoghi istituzionali, museali e spazi indipendenti – riflette una strategia di apertura e radicamento urbano, rendendo il festival accessibile e parte integrante della rete culturale romana.
La manifestazione si svolgerà a ingresso libero in vari spazi della Capitale: la sala Pietro Germi del Centro Sperimentale di Cinematografia (ex Aula Magna), il Cinema Farnese Arthouse, Spazio Scena, il Cinema Teatro Don Bosco, l’Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi e il Maxxi – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, con una giornata speciale sabato 14 marzo. Infine, la varietà della programmazione – dai restauri ufficiali ai ritrovamenti accidentali, passando per materiali inediti e film d’impresa – trasforma “Custodi di sogni” in un luogo non solo di visione, ma anche di riflessione sulla storia, sull’identità cinematografica e sul ruolo delle istituzioni culturali.