«Una città attraverso la musica, ascoltarne le voci, restituirne l’energia in un recital dal vivo». Con queste parole, il pianista Filippo Gorini descrive il suo nuovo album Sonata for 7 Cities: live in Vienna. Questo disco rappresenta il primo capitolo discografico del progetto internazionale Sonata for 7 Cities, uscito in questi giorni. L'opera documenta il concerto live registrato a Vienna nella prima tappa del progetto, tenutasi a febbraio 2025. Il programma accosta la Sonata in do maggiore D 840 “Reliquie” di Franz Schubert, una Sonata per pianoforte commissionata appositamente al compositore Stefano Gervasoni, e la Sonata op.

111 di Ludwig van Beethoven. Pubblicato da Alpha Classics / Outhere Music France, l'album è disponibile in formato digitale, mentre la pubblicazione di un cofanetto fisico è prevista al termine delle sette uscite discografiche previste dal progetto.

Un modello di residenza musicale concepito per durare

Il progetto Sonata for 7 Cities, vincitore nel 2023 del Franco Buitoni Award, prevede in ogni città una residenza di circa un mese, concerti e incontri nelle scuole e nelle istituzioni sociali come case di cura e mense per i poveri. Nel corso del 2025, oltre a Vienna, Gorini si è spostato in Sudafrica e a Hong Kong, proseguendo l’approccio che unisce performance e impegno sociale. La quarta tappa sarà nel marzo prossimo a Portland, negli Stati Uniti, con recital affiancati da attività educative e musicali, in continuità con la visione sociale e divulgativa che muove l’intero ciclo.

“È questa dimensione viva e irripetibile dell’incontro tra interprete, musica e comunità che gli album di Sonata for 7 Cities intendono preservare. Non sono semplicemente la documentazione di un concerto, ma la traccia di un incontro reale tra musica, luoghi e persone, reso possibile dal tempo condiviso e dalle relazioni costruite all’interno di ogni città”, osserva Gorini.

Il progetto declina un modello alternativo ai tradizionali tour musicali: anziché spostamenti mordi‑e‑fuggi, Gorini sceglie residenze di un mese nelle città selezionate, per costruire una relazione profonda con il luogo e le persone. Dopo Vienna, il percorso si è sviluppato in Sudafrica e a Hong Kong, e si estenderà fino al 2027 con tappe anche a Medellín e Milano.

L’iniziativa non si limita ai recital nei grandi teatri, ma include momenti di musica condivisa in scuole, ospedali, mense, case di cura e istituzioni sociali, con l’intento di portare la musica classica in contesti meno accessibili.

Per ciascuna città viene inoltre commissionata una nuova Sonata a compositori contemporanei, come nel caso di Stefano Gervasoni per Vienna. Questa attenzione al nuovo repertorio dialoga con il suono autografo di Schubert e Beethoven, creando un dialogo temporale tra passato e presente.

Contesto e storia del progetto e dell’artista

Filippo Gorini, classe 1995, ha avviato il suo percorso con importanti riconoscimenti: nel 2022 ha ricevuto il Premio Abbiati come miglior solista, nel 2020 il Borletti‑Buitoni Trust Award, e nel 2015 il primo premio e il premio del pubblico al Concorso Beethoven di Bonn.

Studioso appassionato, ha studiato al Conservatorio di Bergamo e con grandi maestri come Alfred Brendel e Mitsuko Uchida. Si è esibito nei più prestigiosi teatri internazionali, tra cui la Wiener Konzerthaus, la Carnegie Hall, la Wigmore Hall e l’Elbphilharmonie di Amburgo.

Il progetto prende forma nell’arco temporale 2025‑2027, con residenze pianificate in città come Vienna, Hong Kong, Cape Town, Portland, Medellín e Milano. In ciascuna sede Gorini combina performance e relazioni culturali, un’idea premiante ben rappresentata dal riconoscimento del Franco Buitoni Award, che lo premia per la visione condivisa della musica come strumento sociale e culturale.

Con Sonata for 7 Cities: live in Vienna nasce quindi una discografia non convenzionale, concepita per raccontare città, incontri e comunità attraverso una musica che non sia solo esecuzione, ma partecipazione attiva e relazione profonda.