La 83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, che si terrà dal 2 al 12 settembre, si prepara ad accogliere non solo il consueto sfarzo e le attese proiezioni, ma anche un profondo dibattito sui conflitti contemporanei. I co-conduttori delle cerimonie di apertura e chiusura, gli attori Greta Scarano e Nicolas Maupas, hanno infatti annunciato la loro intenzione di utilizzare il palcoscenico del Lido per affrontare temi di stringente attualità, ponendo un'attenzione particolare alla guerra a Gaza.
Durante un incontro virtuale con la stampa, l'attrice e regista Greta Scarano ha enfatizzato l'importanza cruciale che i festival cinematografici, in quanto piattaforme culturali di risonanza globale, dedichino uno spazio significativo alla riflessione su questioni di tale gravità.
Scarano ha sottolineato come la Mostra di Venezia abbia già dimostrato questa sensibilità e lungimiranza attraverso le sue scelte programmatiche. Ha citato, a titolo esemplificativo, l'inclusione di "Naza", l'unico documentario presente in concorso, e di un film del celebre regista Amos Gitai, entrambi opere che affrontano esplicitamente le complesse dinamiche dei conflitti in corso.
Il cinema come specchio del mondo e l'impegno degli artisti
Greta Scarano ha suggerito che le tematiche legate all'attualità internazionale potrebbero trovare espressione anche nei discorsi ufficiali che terrà durante le serate veneziane, pur mantenendo il riserbo sui contenuti specifici. Ha chiarito che un eventuale intervento sarebbe sempre e comunque strettamente ancorato al linguaggio del cinema e, in particolare, alle opere che la Mostra stessa ha selezionato e scelto di presentare al pubblico.
Questa prospettiva evidenzia come la discussione sui conflitti non venga percepita come un'intrusione esterna, ma piuttosto come una naturale e doverosa estensione dei temi intrinseci al programma cinematografico, riconoscendo al cinema il potere di interpretare, documentare e stimolare la riflessione sul mondo circostante.
L'attrice ha inoltre riaffermato con forza la sua coerenza e la sua storia di impegno civico. Scarano è, infatti, tra i firmatari dell'appello promosso da Venice4Palestine, un'iniziativa che, tra le varie richieste, sollecita l'esposizione della bandiera palestinese durante la Mostra. Ha dichiarato di aver sempre preso posizione pubblicamente, senza mai aver temuto di esprimere le proprie convinzioni, e ha categoricamente smentito che il suo nuovo e prestigioso incarico di conduttrice possa in alcun modo modificare o attenuare le sue posizioni.
Ha ribadito di non ritenere necessario adottare un atteggiamento "più prudente o meno coerente" su questioni che considera di primaria importanza nella sua vita personale e professionale, facendo riferimento esplicito al "genocidio del popolo palestinese".
Nicolas Maupas ha espresso piena sintonia con l'impostazione etica e professionale di Greta Scarano, ponendo l'accento sulla necessità di una partecipazione consapevole e attivamente coinvolta all'interno del contesto festivaliero. L'attore ha manifestato il desiderio di essere una "parte attiva di questo mondo", collegando la sua presenza alla Mostra alla profonda percezione e alla riflessione critica su quanto accade nel panorama globale.
Ha spiegato che l'osservazione dei conflitti lo spinge a interrogarsi costantemente sul proprio ruolo e su "cosa posso fare" per contribuire. Secondo Maupas, la Mostra di Venezia si distingue per la sua capacità di accendere "i riflettori su molti di quelli che sono i conflitti in atto e in generale sulla"