Scherzetto, il film di Mario Martone tratto dall’omonimo romanzo di Domenico Starnone, debutta fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia il 10 settembre 2026. L’opera mette al centro un nonno e un nipote di cinque anni, descritti dal regista come "agli estremi della vita", interpretati da Toni Servillo e dal piccolo Lorenzo Pezzotta. Nel cast figurano anche Serena Rossi, Leonardo Lidi, Gianluca Di Gennaro e Giovanni Ludeno. Il film arriverà in sala con 01 Distribution.
La sceneggiatura, firmata da Mario Martone e Ippolita di Majo, lega il progetto al romanzo di Starnone, punto di partenza per una storia concentrata su registri diversi.
Il regista ha definito il libro prismatico, spiegando che il film "ha una parte comica, una drammatica, una inquietante, una da ghost story". Nel racconto entrano il tempo che passa, i ripensamenti di una vita e il tema dell'arte, intrecciando confronto familiare e memoria personale del protagonista.
La trama: confronto generazionale a Napoli
La trama segue Daniele Mallarico, un illustratore settantenne interpretato da Toni Servillo. Appena uscito dall’ospedale, accetta di tornare nella vecchia casa di famiglia a Napoli, dove vive la figlia Betta con il marito e il figlio. Betta, interpretata da Serena Rossi, è una matematica impegnata anche sul piano professionale e familiare. Daniele resta quattro giorni con Mario, bambino di cinque anni brillante e irrefrenabile, mentre i genitori sono fuori per un viaggio di lavoro.
Nel film la casa diventa il fulcro del rapporto tra Daniele e Mario. Il confronto tra i due procede tra gioco, tensione, comicità e ritorni del passato. L'illustratore, che ha costruito altrove la propria carriera, si ritrova a Napoli davanti alla propria storia familiare, alla sua immagine di artista e al rapporto con le origini. Il nucleo narrativo è il tempo passato con il nipote, in una convivenza breve ma centrale per lo sviluppo del racconto.
Le interpretazioni: Servillo e Pezzotta
Toni Servillo descrive la lavorazione con Lorenzo Pezzotta come un’esperienza fondata sulla naturalezza del bambino. L’attore indica l’assenza di malizia e di una