Il Cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana (Cei), insieme a Lucio Caracciolo e Paola Caridi, ha partecipato il 10 settembre 2026 a un significativo incontro al Festivaletteratura di Mantova. L'evento, intitolato "Spezzeranno le spade e ne faranno aratri", ha affrontato il tema cruciale della pace e dei conflitti. Inizialmente previsto in Piazza Castello, l'appuntamento è stato eccezionalmente trasferito nella suggestiva Basilica di Sant’Andrea a causa del maltempo e della pioggia battente che hanno interessato la città.

Nel corso del dibattito, il Cardinale Zuppi ha evidenziato come la diplomazia, la politica e la comunità internazionale rappresentino gli strumenti fondamentali per la risoluzione delle guerre. Ha inoltre sottolineato l'imperativa necessità di riattivare e far funzionare le "agorà del confronto", spazi essenziali per il dialogo e la comprensione reciproca.

All'apertura dell'incontro, Paola Caridi ha invitato i presenti a concentrarsi sulla pace piuttosto che sulla guerra, richiamando le profonde parole di Papa Leone XIV riguardo una "pace disarmata e disarmante". Dal canto suo, Lucio Caracciolo, direttore di Limes, ha collegato la costruzione di una pace autentica alla sfera della politica e a un profondo senso di responsabilità.

Ha argomentato che è indispensabile interessarsi alle ragioni dell'altro e liberarsi da quelle posizioni preconcette che ostacolano la comprensione della prospettiva altrui. Caracciolo ha anche fatto riferimento alla situazione di Gaza, esprimendo la sua disponibilità a rinunciare all'uso di un termine specifico se ciò potesse facilitare l'avvio di un dialogo costruttivo.

Il richiamo al dialogo

Proseguendo nel suo intervento, il Cardinale Zuppi ha ribadito l'importanza di un approccio costruttivo, volto a ricostruire non in opposizione agli altri, ma per il bene comune. Ha collegato intrinsecamente il tema della pace all'uso consapevole delle parole, strumenti per il dialogo, l'incontro e l'approfondimento della conoscenza.

Il presidente della Cei ha ammonito contro l'errore di dare per scontata la pace, mettendo in relazione questa problematica con l'avanzamento di una tecnologia sempre più accessibile e con l'affermarsi di una cultura della potenza. Con fermezza, ha poi sostenuto che "pensare di fare la pace con la guerra è una follia", concludendo il suo passaggio con un forte invito: "Bisogna avere il coraggio del dialogo".

Il confronto con Caracciolo ha mantenuto il focus centrale sul ruolo insostituibile della politica, della diplomazia e della comunità internazionale. Caracciolo ha identificato l'assenza di una vera politica come un limite significativo alla costruzione della pace, richiamando la responsabilità collettiva di non rimanere semplici spettatori di fronte ai conflitti. Zuppi, riprendendo il filo del discorso, ha enfatizzato la necessità del dialogo anche nei confronti di coloro che vengono percepiti come avversari, sostenendo la necessità di un confronto.