Il film documentario “Oasis: Don't Look Back In Anger”, uscito nelle sale cinematografiche il 10 settembre 2026, non si limita a celebrare la musica iconica della band, ma riporta prepotentemente al centro dell'attenzione anche il guardaroba distintivo costruito negli anni da Liam e Noel Gallagher. Capi iconici come il parka, il bucket hat, le polo Fred Perry, l'abbigliamento Adidas, le maglie da calcio e i giubbotti tecnici tornano a definire un linguaggio visivo immediatamente riconoscibile, profondamente radicato nella scena di Manchester e divenuto parte integrante dell'identità Britpop.
L'estetica popolare: dal parka alla lad culture
Lo stile associato agli Oasis non è nato come una ricerca di moda effimera, ma si è affermato come un autentico codice quotidiano. Il parka, inseparabile dall'immagine di Liam Gallagher, evoca una praticità urbana e, al contempo, una postura ben definita: spalle chiuse, sguardo diretto e un incedere deciso. Accanto a questo capo, il bucket hat ha assunto un ruolo altrettanto emblematico, diventando uno degli accessori più citati quando si parla della band. Le polo, le tute sportive e le sneaker completano un guardaroba che fonde in modo indissolubile musica, cultura dello stadio e l'effervescenza della cultura giovanile britannica.
La vera forza di questo immaginario risiede nella sua semplicità disarmante.
Non si basa su abiti elaborati o distanti, ma su pezzi accessibili, facilmente replicabili e profondamente legati alla working class da cui i fratelli Gallagher hanno tratto molte delle loro ispirazioni. La lad culture degli anni Novanta, con il suo intrinseco legame tra calcio, pub, concerti e le solide amicizie di quartiere, rimane un pilastro fondamentale che rende questo modo di vestire ancora attuale e leggibile, ben oltre il suo contesto temporale originale.
Nuova Oasis mania: tra nostalgia e influenza sulla Gen Z
Il documentario contribuisce in modo significativo a riaccendere l'interesse per un'estetica che non è più esclusivo appannaggio dei soli fan storici. La Gen Z, infatti, sta riscoprendo e intercettando questi capi non solo come simboli di appartenenza a un'epoca, ma anche come elementi versatili e facili da integrare in un guardaroba contemporaneo.
Il risultato è una rinnovata e ampia circolazione di questi riferimenti stilistici: il parka non evoca più soltanto i concerti degli anni Novanta, il bucket hat non rimane confinato all'archivio Britpop e le maglie da calcio si trasformano in parte di un linguaggio trasversale che supera le barriere generazionali.
Il film, che documenta il ritorno live degli Oasis, amplifica ulteriormente questo fenomeno. Mostrando Liam e Noel Gallagher immersi in un racconto che abbraccia le prove, le esibizioni sul palco e i momenti più intimi dietro le quinte, il documentario crea una connessione profonda. La dimensione musicale sostiene e amplifica quella visiva, mettendo in risalto la loro inconfondibile presenza scenica e il modo in cui il loro stile personale si fonde con l'energia delle performance, creando un'esperienza estetica completa e coinvolgente per il pubblico di ogni età.