L'11 settembre 2026, la decima giornata della Mostra del Cinema di Venezia 83 al Lido è stata raccontata attraverso un pagellone che ha saputo fondere con acuta osservazione il mondo del cinema, le dinamiche del costume e i più curiosi retroscena. Il focus di questa penultima giornata della prestigiosa rassegna cinematografica si è concentrato sui numerosi premi collaterali assegnati, sull'inattesa assenza di una figura di spicco come Sting, sul passaggio, seppur discreto, di Russell Crowe e su una chiusura che ha trovato un inaspettato richiamo musicale negli Oasis.

Il racconto dal Lido ha evidenziato gli episodi più commentati, delineando un quadro vivido tra passerelle mancate e suggestioni sonore.

Premi collaterali e clima di fine festival

La narrazione ha preso avvio dal momento dei riconoscimenti secondari, descritti con una punta di ironia come un rito propiziatorio che precede la spasmodica attesa per l'annuncio del tanto agognato Leone d’Oro. L'intera giornata è stata osservata dal punto di vista privilegiato degli accreditati, che si muovevano tra salette di proiezione meno affollate, cerimonie di consegna di targhe e menzioni speciali, e quei piccoli cerimoniali che accompagnano la fase conclusiva di una manifestazione di tale portata. Il tono generale del resoconto, pur mantenendo una vena spiccatamente ironica, ha saputo restituire un aspetto concreto e ineludibile del festival: al di là dei grandi titoli in gara e delle proiezioni ufficiali, la Mostra di Venezia pulsa e vive intensamente anche grazie a una miriade di eventi paralleli, appuntamenti minori e premi che, nel loro insieme, contribuiscono a costruire l'intero e variegato paesaggio culturale del Lido.

In questo contesto di celebrazioni diffuse e di crescenti attese, si è inserito anche il riferimento a Sting, la cui inconfondibile voce narrante è stata scelta per il documentario dedicato al celebre compositore italiano Nino Rota. Il rinomato cantante, tuttavia, non si è presentato fisicamente al Lido, e la sua assenza è rapidamente diventata uno degli spunti più discussi e curiosi del pagellone. A riportare l'intera vicenda su un piano decisamente più leggero e colloquiale ha contribuito in maniera significativa Walter Fasano, il regista del film, che ha spiegato il coinvolgimento dell'artista con una frase tanto asciutta quanto rivelatrice: “Sono amico della compagna”. Questa battuta, nella sua semplicità, ha avuto il potere di ridimensionare ogni lettura eccessivamente solenne, trasformando un semplice retroscena di produzione in un autentico episodio di costume che ha animato le conversazioni tra gli addetti ai lavori e il pubblico.

Russell Crowe: presenza e passerella mancata

La figura più iconica e immediatamente riconoscibile che ha calcato il Lido in questa particolare giornata è stata, senza ombra di dubbio, quella di Russell Crowe. L'acclamato attore e regista era presente alla Venezia 83 con la sua opera "What Love Builds", un autoritratto musicale presentato nella sezione fuori concorso, attraverso il quale l'artista ha scelto di raccontare e esplorare il proprio complesso percorso creativo, anche e soprattutto attraverso l'espressione della musica. La sua apparizione, tuttavia, è stata registrata e commentata più per il marcato contrasto tra l'elevata attesa generata dalla sua fama mondiale e il suo atteggiamento sul posto, piuttosto che per l'enfasi o il clamore tipici che accompagnano l'arrivo di una grande star internazionale.

Il pagellone ha infatti sottolineato con particolare attenzione un entusiasmo decisamente contenuto da parte dell'attore e, aspetto ancora più rilevante, la sua inequivocabile decisione di non sfilare sul red carpet.

Questo specifico dettaglio non è affatto passato inosservato tra gli osservatori e i media, poiché il tappeto rosso rappresenta, da sempre, uno dei luoghi più simbolici, visibili e mediaticamente potenti dell'intera Mostra del Cinema. Crowe, pur essendo presente al festival con un lavoro profondamente personale e intimo, ha scelto consapevolmente di non alimentare quella dimensione mondana, patinata e spesso effimera che così frequentemente accompagna le presenze delle star internazionali, preferendo mantenere un profilo più riservato e focalizzato sul suo lavoro artistico.