È tornata l'ora legale 2018: tra sabato 24 e domenica 25 marzo, le lancette degli orologi sono state spostate di un'ora in avanti. Di conseguenza, per molti sarà risultato più difficile dormire bene in poche ore. L'esordio del cambiamento d'orario in Italia avvenne nel 1916, quando fu introdotto, durante la prima guerra mondiale, proprio per guadagnare un pizzico di luce in più, strategicamente favorevole per portare avanti le operazioni militari.

Successivamente, l'ora legale è stata soppressa e ripristinata in diverse occasioni fino al 1966, quando entrò in vigore ogni anno soprattutto per sfruttare i vantaggi derivanti dal risparmio energetico.

Torna l'ora legale: lancette avanti di un'ora

Gli italiani, come ogni anno, verranno messi a dura prova da questo escamotage, che punta a sfruttare al meglio un numero maggiore di ore di luce naturale. Tuttavia, per i più pigri, è bene ricordare che dormire troppo non fa bene alla salute, come dimostrato da diverse ricerche scientifiche. Tra queste, ricordiamo uno studio finlandese condotto su cinquemila volontari sani e pubblicato sulla rivista "Pubmed", secondo cui riposare più di 9 ore a notte rischia di provocare una riduzione della memoria e della fluenza verbale.

Nel frattempo, il 24 marzo è stato anche il giorno dell'earth hour 2018, ovvero l'Ora della Terra, la più grande mobilitazione globale promossa dal WWF contro il cambiamento climatico. In tutto il pianeta si sono spente le luci per un'ora, allo scopo di invitare opinione pubblica ed istituzioni a riflettere sulle precarie condizioni in cui versa il nostro mondo: dalla Torre Eiffel alla Sydney Opera House, da Pechino a Dubai, fino all'Italia.

Ora legale: effetti collaterali

Con l'avvento dell'ora legale, inevitabilmente si dorme di meno. Ma quali sono i suoi effetti sul corpo umano?

Nervosismo e stanchezza sono solo alcuni dei postumi. Uno studio pubblicato su "Neuroscience Letters" ha confermato problematiche relative al nostro ritmo circadiano, influenzate dalla melatonina, sostanza prodotta quando cala il buio, e necessaria a favorire il sonno.

Lo spostamento delle lancette tende, difatti, a confondere i ritmi veglia-sonno, perché il Sole sorge e tramonta più tardi. C'è chi impiegherà dalle due alle tre settimane per abituarsi a questi nuovi ritmi, mentre meno colpiti risulteranno i mattinieri, ovvero coloro che, per lavoro o per abitudine, si svegliano alle cinque e mezza del mattino.

Dormire meno con l'ora legale

Dormire bene è fondamentale per affrontare gli impegni quotidiani, ma di fatto l'ora legale comporta un'alterazione psicofisica che può abbattersi sul sistema nervoso e su quello cardiovascolare, con un aumento del rischi d'infarto nei soggetti deboli.

E i bambini? Gli effetti collaterali causati dallo spostamento delle lancette in avanti si faranno sentire anche nei più piccoli, che faticheranno ad abituarsi ai nuovi ritmi luce-buio, soprattutto al rientro a scuola. Come consigliano gli esperti, sarebbe opportuno non metterli a letto un'ora prima del solito, e far sì che si abituino un po' per volta al nuovo orario, altrimenti nervosismo ed irrequietezza la faranno da padroni.

Curare l'alimentazione è importante: latte, frutta fresca e verdure a cena aiuteranno a conciliare il sonno dei più piccoli. Toccherà rassegnarsi: l'ora solare tornerà soltanto a fine ottobre. E anche se la primavera quest'anno stenta a mostrarsi in tutto il suo splendore, bisognerà uscire lo stesso dal letargo invernale.

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