Kepler, il telescopio spaziale lanciato 9 anni fa dalla NASA, ha esaurito le sue risorse di carburante e ha terminato ufficialmente la sua missione. Durante i suoi anni di attività ha scoperto oltre 2.600 pianeti esterni al nostro Sistema Solare e circa 2.900 possibili pianeti alieni.

La missione Kepler faceva parte del programma Discovery della NASA e aveva come obiettivo la ricerca di pianeti simili alla Terra che ruotassero in orbita attorno a stelle diverse dal Sole.

Il telescopio spaziale deve il suo nome all’astronomo tedesco Johannes Kepler. Il lancio del veicolo è avvenuto il 7 marzo 2009. Inizialmente la durata della sua missione era stata fissata a tre anni e mezzo, successivamente estesa fino al 2016, viste le buone condizioni del telescopio, e infine prolungata fino ad oggi. Non sono mancati i problemi, infatti nel 2013 un guasto aveva fatto temere il fallimento anticipato della missione, ma nel 2014 Kepler è stato riparato ed è tornato nuovamente in attività seguendo un nuovo programma, il K2.

Nei prossimi giorni, il segnale trasmittente che lega Kepler alla Terra sarà interrotto, e il telescopio sarà lasciato alla deriva lungo la sua orbita, libero di esplorare tutti i confini dell’universo.

Le dichiarazioni della NASA

Thomas Zurbuchen, che fa parte della direzione delle missioni scientifiche della NASA, ha affermato che grazie a Kepler noi oggi sappiamo che ci sono più pianeti che stelle nella Via Lattea, che alcuni somigliano alla Terra e che molti sono alla giusta distanza dalla propria stella per poter ospitare acqua allo stato liquido e sono, quindi, favorevoli alla vita [VIDEO].

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Scienza

Gli astronomi hanno calcolato, in base ai dati ricevuti dal telescopio spaziale Kepler, che circa la metà delle stelle che noi vediamo nel cielo potrebbero essere in grado di ospitare pianeti simili al nostro. Le stelle osservate da Kepler durante i suoi nove anni di attività sono circa 530.000.

L’erede di Kepler

La Nasa, consapevole del fatto che le risorse di carburante di Kepler stessero per finire, lo scorso 18 aprile ha lanciato nello spazio un nuovo telescopio, erede di Kepler, chiamato Tess (Transiting Exoplanet Survey Satellite).

Lo scopo di Tess è la ricerca di pianeti extrasolari utilizzando il metodo fotometrico del transito. Attualmente a girovagare nello spazio in modo attivo ci sono ancora i telescopi Hubble, lanciato circa 30 anni fa e Chandra, nell'Universo da 19 anni.

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