C'è grande attesa perché Tess si pronunci. Non è una maga, ma è la sonda lanciata in orbita lo scorso aprile con il compito di andare a caccia dei pianeti 'sosia' del nostro, quindi potenzialmente abitabili. Corpi celesti con caratteristiche simili a quelle della Terra. Una missione ritenuta più che possibile e che galvanizza gli scienziati. L'ha avviata la Nasa, l'ente spaziale americano. Ma anche l'Esa, l'ente europeo sta per realizzare qualcosa di analogo.
Tess, una sonda in cerca di pianeti abitabili
Tess che sta per 'Transiting Exoplanet Survey Satellite' è stato lanciato con un razzo 'Falcon 9' di SpaceX, l'azienda spaziale di Elon Musk lo scorso 19 aprile dalla base di Cape Canaveral.
E' un satellite grande poco più di un frigorifero con il compito di fare una sorta di 'scansione' del cielo per trovare pianeti simili al nostro al di fuori del sistema solare. La sua missione per conto della Nasa durerà due anni. Il satellite del valore di 337 milioni di dollari è l'erede del telescopio Kepler. Per comodità gli scienziati della Nasa hanno diviso il cielo in 26 settori. Con cinque fotocamere ad ampio raggio, Tess dovrà mappare 13 settori nel primo anno puntando verso sud, e altri 13 nel secondo anno dirigendosi invece a nord. Finora prima del lancio di Tess erano stati scoperti circa 4000 mondi 'alieni', ma solo poche decine hanno caratteristiche simili a quelle della Terra.
Ora Tess dovrà concentrarsi sull'esplorazione dei cosiddetti 'transiti': le tracce che un pianeta lascia passando davanti alla sua stella, dal momento che provoca una flessione della luminosità della stessa. Gli scienziati prevedono che con il contributo di Tess il numero di corpi rinvenuti al di fuori del nostro sistema solare andrà ad aumentare. Trascorsi i primi sei mesi d'esplorazione Tess dovrebbe iniziare ad inviare dati e anche immagini che scatta durante il suo lavoro, una ogni due minuti. A breve dovrebbe arrivare sulal Terra una mole di dati. Niente di più 'elettrizzante' per gli astrofisici'. "Per certi versi non abbiamo idea di quello che scopriremo, sarà come disegnare una mappa del tesoro", ha detto Natalia Guerrero del Massachusetts Institute of Technology, Mit, che ha progettato e costruito il satellite.
La sonda si muoverà in un raggio compreso tra tra i 30 e i 300 anni luce, con una capacità di trovare fenomeni da 30 a 100 volte più luminosi di quelli intercettati dal predecessore Kepler.
Altre sonde in giro nello spazio
Dal canto suo l'Esa, l'agenzia spaziale europea, si prepara a lanciare nel 2026 Plato, una missione in cui anche l'Italia è in prima linea. Il telescopio Plato, come Tess, dovrà cercare mondi simili alla Terra e fornire informazioni su massa, dimensione ed età di migliaia di pianeti intorno a stelle simili al Sole, alcuni mai identificati prima. Invece la sonda Gaia, partita nel 2013, ha permesso di rlevare la posizione di 1,7 miliardi di stelle. Finora, come riferito da Isabella Pagano, scienziata dell'Osservatorio di Catania dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), sono 16 i pianeti extrasolari sosia della terra individuati nelle regioni abitabili delle loro stelle, ovvero alla distanza di un pianeta dalla sua stella tale da permettere la presenza di acqua liquida in superficie.
Di questi, due, denominati Kepler-452b e Kepler-1638b, ruotano attorno a stelle simili al Sole. Ma di loro non si sa quasi nulla e al momento gli astrofisici non sono in grado di studiarne l'atmosfera. Ci sono poi quattro dei sette pianeti della stella Trappist-1, e ancora il pianeta della stella più vicina, Proxima Centauri, e quello della stella LHS 1140. Altri 30 mondi, si trovano in zone marginali. La 'caccia' è solo agli inizi, ma la determinazione degli scienziati è tanta. Il nostro pianeta pare sia diventato angusto e troppo problematico.