'Qualunque cosa fai, dovunque te ne vai, tu sempre pietre in faccia prenderai', così cantava Antoine nel 1967, precursore di un modo di ragionare più che attuale soprattutto sulla rete, dove i soliti 'leoni da tastiera' aggrediscono chiunque e qualunque cosa per il solo gusto di criticare, aggredire verbalmente fino ad arrivare a denigrare, offendere e bullizzare. La derisione per l'aspetto fisico, il body shaming, è la preoccupante moda del momento sui social.

Nascosti dietro lo schermo

La forza di questo gruppo di persone, sempre più diffuso e sempre più identificato dal termine 'haters', in italiano 'coloro che odiano', risiede proprio nell'anonimato, nella mancanza del faccia a faccia che dà loro la convinzione di poter dire tutto ciò che vogliono contro chiunque, anche se mossi da ragioni incomprensibili.

A farne le spese sarebbero soprattutto le donne, secondo la Mappa dell'intolleranza compilata da Vox – Osservatorio italiano sui diritti raccogliendo dati nel periodo tra marzo e maggio 2019, ma la tipologia delle 'vittime' degli haters varia nel tempo.

Se non troppo tempo fa infatti qualche chilo di troppo esibito in alcune foto sui social era sufficiente a scatenare commenti denigratori e offensivi, nell'ultimo periodo si è passati alla situazione diametralmente opposta, in cui l'essere troppe magre sarebbe un ragionevole motivo per essere attaccate nel mondo virtuale, dando vita allo skinny shaming. Tanto che la showgirl elena santarelli, in un post sul suo profilo Twitter, ha sentito la necessità di porsi da sola delle domande che certamente le sarebbero state rivolte.

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Gossip Curiosità

Nella foto postata l'attrice mette in mostra la sua mise atletica subito dopo una camminata veloce nella natura aggiungendo delle risposte a dei probabili commenti che, secondo lei, qualcuno avrebbe potuto muoverle.

'Sei troppo magra', 'mangia di più', 'stai di più a casa coi tuoi figli' ma anche 'hai gli addominali troppo muscolosi' e 'goditi la vita', ha anticipato gli haters la Santarelli, in maniera ironica e intelligente sottolineando l'amore che non fa mai mancare ai suoi figli soprattutto da quando il suo primogenito Giacomo ha vinto la sua battaglia contro un brutto tumore cerebrale.

Non solo Elena Santarelli

Non è la prima l'attrice di Latina ad aver avuto a che fare con gli haters di professione. Poco più di un mese fa la nota fashion blogger Chiara Biasi ha dovuto rispondere a chi, commentando una sua foto in bikini, la giudicava troppo magra per essere bella ipotizzando addirittura l'anoressia per lei. Persino la bellissima ginnasta Carlotta Ferlito, oro alle universiadi di Napoli appena concluse, è stata duramente e stupidamente criticata per 'non aver indossato le tette'.

Tornando indietro ricordiamo altre bellezze del calibro dell'attrice americana Lily Collins, che ha dovuto lottare contro gravi disturbi dell'alimentazione, oppure Asia Argento, che in molti hanno ipotizzato sia caduta proprio nell'incubo anoressia. Nella morsa degli haters anche Lily-Rose Depp, figlia dell'attore Johnny e le super star americane Angelina Jolie e Jennifer Lawrence, entrambe apparse molto magre nelle loro ultime apparizioni.

E qualcosa avrebbe da dire anche la più mediterranea Vanessa Incontrada la quale invece è stata ripetutamente attaccata per via delle forme più abbondanti rispetto al passato.

Mappa dell'intolleranza, quarta edizione

Vox - l'osservatorio dei diritti, in collaborazione con le università di Milano, Roma e Bari e con il dipartimento di Sociologia della 'Cattolica' di Milano, ha stilato per il quarto anno consecutivo una mappa per l'identificazione, anche geografica, delle zone in cui l'intolleranza è più diffusa. Per fare ciò ha analizzato la provenienza e il contenuto dei post, soprattutto di Twitter, in cui sono presenti parole considerate più sensibili per cercare di isolare il sentimento che li ha creati.

Molto interessanti e preoccupanti i risultati prodotti, che parlano di diffusione sempre più capillare di misoginia, omofobia, antisemitismo, islamofobia, xenofobia e odio verso le disabilità ma dimostrano anche come gli haters, a differenza del passato in cui si nascondevano nell'anonimato, oggi ci tengano a farsi riconoscere per ribadire la legittimità delle proprie opinioni.

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