Nelle foreste rigogliose della provincia del Limpopo (che prende nome dall’omonimo fiume) nel Sudafrica sorge un orfanotrofio per i cuccioli di rinoceronte resi orfani dalle attività dei bracconieri.

L’idea prese vita nel 2011, quando Arrie Van Deventer, insegnante di storia, si reinventò come allevatore di selvaggina dopo il ritrovamento di un cucciolo di rinoceronte sopravvissuto al bracconaggio, la cui famiglia è stata, però, uccisa. L'insegnante si rese conto che non esistevano strutture che potessero ospitare tali animali al di fuori di quelle turistiche, probabilmente inadatte.

L’orfanotrofio prende il nome di “Rhino Orphanage” e si pone come scopo di accogliere quei rinoceronti la cui famiglia è stata vittima del bracconaggio.

I passaggi della riabilitazione dei rinoceronti

Accudire i piccoli di rinoceronte richiede impegno e dedizione, spesso e volentieri i cuccioli arrivano in stato di malessere e in condizioni di shock e necessitano di cure costanti ed attente.

Nei primi mesi di vita, i piccoli di rinoceronte acquistano peso in maniera molto rapida, superando i 350 kg acquisiti in un anno, e hanno necessità di essere nutriti spesso durante la giornata. Generalmente si usano grandi biberon riempiti con una miscela di riso bollito e latte.

Una volta stabilizzate le condizioni nutrizionali e di salute, i piccoli sono rilasciati in una zona circostante l’orfanotrofio: in questa riserva vengono monitorati i progressi di ogni individuo fino a che non sarà pronto per essere reintrodotto in Ambiente selvatico.

La gestione dell’orfanotrofio

L’orfanotrofio è nato grazie a donazioni private nel 2011, medesimo anno in cui Arrie Van Deventer ha ritrovato il cucciolo di rinoceronte ferito.

È gestito 24 ore al giorno da sei donne, fra cui alcune sono volontarie, che condividono con i piccoli ogni comportamento di crescita assumendo un ruolo simile a quello della madre, tanto che i piccoli, se lasciati soli, emettono suoni molto acuti per richiamare la loro attenzione.

Una volta nella riserva, i cuccioli di rinoceronte sono monitorati da figure competenti, che aggiornano la struttura sui progressi comportamentali di ogni animale, in maniera che non corra pericoli nel momento in cui è rilasciato nel suo habitat.

Il bracconaggio: un fenomeno ancora altamente presente

Gli ospiti dell’orfanotrofio sono principalmente cuccioli di rinoceronte bianco, anche se non mancano alcuni esemplari di rinoceronte nero, specie in pericolo di estinzione.

Essi spesso arrivano al rifugio feriti e profondamente traumatizzati, pertanto risulta necessaria una riabilitazione anche comportamentale e il pubblico non è ammesso nella riserva per tutelare questo aspetto dei piccoli.

Il bracconaggio è, ancora oggi, un fenomeno molto presente in Sudafrica. I rinoceronti sono brutalmente uccisi per venderne poi il corno, da cui si ottiene la cheratina, poiché al mercato nero i prezzi della stessa superano i 90mila euro al chilo.

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