Dopo la nortizia dello stupro di due ragazze indiane che sono state poi impiccate, l'Organizzazione AVAAZ - Il Mondo in azione, ha scritto una petizione al Primo Ministro indiano Modi affinché fermi, con una serie di interventi appropriati, l'ondata di violenze di cui sono vittime donne e ragazze indiane.

AVAAZ ha redatto "il Manifesto per le donne "che contiene suggerimenti per una serie di riforme attraverso leggi, supporto medico e psicologico ed educazione pubblica e che verrà sottoposto all'esame di Modi.

.Al momento le firme raccolte sono circa 675.000, ma si spera di arrivare ad un milione e oltre.

Secondo informazioni un ministro indiano avrebbe dichiarato che "lo stupro è un crimine relativo… a volte ci sta, a volte è sbagliato". Forse quel ministro non ha considerato che nel caso in questione, quel "crimine relativo" ha portato alla morte due giovani ragazze.

Il fenomeno può essere ricondotto alla situazione socio-economica indiana attuale?

Se consideriamo che l'India sta vivendo un periodo di sviluppo industriale e che la società indiana è ancora divisa per classi (caste) con limiti sociali ben definiti, si potrebbe affermare che i cambiamenti che uno sviluppo normalmente comporta lasciano disorientata la società indiana.

Il più impaurito dai cambiamenti deve essere il maschio il quale da sempre ha ritenuto la donna sua esclusiva proprietà.

Basti pensare che in alcuni villaggi, ancora oggi, quando il marito muore, ed il suo corpo viene bruciato, viene bruciata anche la moglie. Ed ecco, quindi, che sentendo in pericolo la sua autorità l'uomo indiano cerca di ristabilire l'ordine perpetrando una delle peggiori violenze. Se non la peggiore!

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