"Il piccolo rivela se stesso solo quando è lasciato libero di esprimersi, non quando viene coartato da qualche schema educativo o da una disciplina puramente esteriore", afferma Maria Montessori, pedagogista e prima donna a laurearsi in Medicina in Italia. Costretta a lasciare l'Italia a causa dei contrasti con il fascismo nel 1934, comincia a viaggiare per tutta l'Europa per diffondere il suo pensiero pedagogico e il suo metodo formativo.



Il principio fondamentale su cui si basa il suo metodo è la libertà del bambino di potersi esprimere senza costrizioni e dar sfogo alle sue capacità.

Far emergere il suo istinto e ciò che davvero lo interessa diventano il compito prioritario dell'insegnante a qualunque livello di Scuola. Il bambino può sviluppare energie creative in maniera maggiore rispetto a ciò che un adulto sarebbe in grado di fare, in quanto l'adulto ha ormai represso tutto ciò che non è convenzionale. Bisogna far emergere dal bambino "un interesse autentico", solo così si può ottenere attenzione piena. Il bambino che saprà convogliare l'attenzione nel raggiungimento di un fine riuscirà a manifestare maggiore disciplina.



Il Metodo Montessori risale al 1909, i suoi principi fondamentali sono contenuti nel libro "Educare alla libertà".  Primo tra tutti i principi: educare il bambino all'indipendenza.

L'importante compito dei genitori è di insegnare ai bambini a vestirsi, lavarsi e mangiare da soli.Mai impedire a un bambino di fare qualcosa perché lo consideriamo troppo piccolo. Bisogna abituarlo a fare il massimo con le capacità che ha in quel momento. Per esempio il bambino può aiutare la mamma in cucina, mettendo gli ingredienti sul tavolo se ha solo due anni o partecipare nella creazione di una ricetta se ne ha già quattro.



Abituare il bambino ad agire con precisione quando compie un'azione, completandola con i meccanismi più abitudinari, come riporre il sapone dopo essersi lavato le mani.Il genitore o l'educatore deve osservare con attenzione e intervenire il meno possibile. Deve riuscire ad aiutare il bambino a correggersi da solo.Non bisogna mai forzare un bambino a fare qualcosa, se in quel momento preferisce stare fermo ad osservare.





Educare al contatto con la natura, al rispetto degli animali e a prendersi cura degli altri esseri viventi. In mezzo alla natura un bambino riesce a far emergere energie muscolari insospettate. Prendersi cura degli animali permette, invece, di creare nel bambino un atteggiamento di previdenza. I bambini di solito non sono abituati a pensare al domani.Bisogna saper sviluppare i talenti di un bambino, per dar sempre meno spazio a quelli che possono essere considerati difetti. Non si deve mai parlare male del bambino (in generale), ma soprattutto in sua presenza.La scuola e i materiali didattici devono essere a misura di bambino, appositamente progettati in modo che permettano il suo sviluppo intellettuale."Il bambino è come un viaggiatore che osserva le cose nuove e cerca di capire il linguaggio sconosciuto di chi lo circonda.

Noi adulti siamo i ciceroni di questi viaggiatori che fanno il loro ingresso nella vita umana".

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