ll 17 dicembre scadrà il termine per il pagamento della seconda rata e ancora non è ben chiaro in che modo avverrà il recupero di quelle somme versate in eccesso. Infatti pare che i comuni non intendano versare la quota statale, per cui si prevede caos per chi deve ottenere il rimborso.
Per quel che si sa fino ad ora, i comuni sono tenuti a restituire il tributo più cospicuo versato nelle loro casse però non è ancora chiaro se debbano rimborsare allo Stato le somme che i contribuenti hanno versato erroneamente sbagliando a calcolare l’importo effettivo del tributo.
Ciò genera confusione in quanto non si capisce a chi si deve presentare l’istanza per il rimborso se il contribuente ha pagato più del dovuto.
L’articolo 13 del Dl “Salva Italia” sostiene che è il comune che ha il potere di accertare e riscuotere il tributo in virtù di questa norma; dunque, le attività di accertamento e riscossione dei tributi erariale devono essere effettuate dal comune, ma nulla si dice in modo chiaro riguardo l’aspetto relativo ai rimborsi. Non esiste infatti una norma di legge che stabilisca in modo inequivocabile ai contribuenti in che modo devono muoversi per poter ottenere il rimborso. Molti contribuenti hanno presentato istanza di restituzione ai comuni, anche per le quote erogate allo Stato, ma i primi non vogliono restituire le somme versate anche perché temono che ciò andrebbe ad incidere sui bilanci.
Se non si trova il modo di superare questa empasse attraverso una normativa chiara, si potrebbe aprire la strada per un contenzioso.
Con l‘avvicinarsi del 17 dicembre data in cui scade il saldo dell’Imu, la questione diventa ancora più urgente. L’importo del saldo è uguale a quello della prima rata solo se le aliquote di base non hanno subito cambiamenti; in questo modo il contribuente è tenuto a pagare solo la differenza.
In questa situazione è facile commettere errori di calcolo, anche perché può capitare che gli enti stabiliscano delle quote agevolate o assimilato all’abitazione principale gli immobili posseduti dai residenti all’estero, anziani e disabili, dopo il versamento della prima rata e queste si prestano facilmente a generare sbagli che poi dovranno essere rimborsati, ma da chi e come?