Argomenti scottanti entrambi. In questo periodo di lavoro se ne parlasolo negativamente, se poi si aggiunge lo stato di maternità: apriti cielo.
Non c'è bisogno di ricorrere a statistiche, come sempre 'la strada' hala voce più sincera, più trasparente. Più disinteressata, probabilmente. Comesi suol dire: "tanto non ha nulla da perdere". Mai come negli ultimi anni questo modo di dire è stato più calzante.
Neo mamme che rientrando dalla maternità (le fortunatissime che l'hannoavuta, perché da diritto è diventata un privilegio) si ritrovano a fare la codaper chiedere la disoccupazione.
Professioniste che, pur lavorando con lapartita iva, non si vedono rinnovate le collaborazioni perché "al momentol'azienda non ha bisogno di te".
Copioni simili che si moltiplicano senza fine. Chi decide di avere un primo o un secondo figlio, sta per vivere lastessa situazione. Avrà molto tempo libero, ma discontinuo, per 'fare'.
Niente chiacchiere nei bar con le amiche: i figli se li permettono inpoche e quelle che lo fanno rientrano dalla maternità alla velocità del suono.Chi le biasima, con la precarietà che c'è?
Eppure le donne sono sveglie, creative, curiose. Generalmente dotate dibuona manualità, fantasia ed entusiasmo. Donne che hanno sempre lavorato che dopo il parto diventiamoautomaticamente macchine da rottamare.
Le aziende sembrano investire solo sulle donne che per scelta o persfortuna non si sposano, accoppiano, moltiplicano. Volendo proprio dirla male: sfruttano una mancanza sociale, sembranosottintendere che chi non può/vuole avere figli è la candidata ideale. Portanovia più tempo di una famiglia, rimangono in contatto giorno e notte, Natale eCapodanno, grazie ai fantastici smart phone che regalano (peccato che azzerinola libertà individuale) proiettano aumenti e scalate al successo.
Così le malcapitate mettono via un sacco di soldi che non possonospendere, perché non hanno fidanzati, figli, mariti, famiglie. Possono faregrandi viaggi e girare il mondo: in marzo e settembre, quando sulle navi dacrociera si trovano solo pensionati ed altri avanzi della società senza famiglia.
Qualcosa va cambiato, iniziando anche da un'idea piccola: se le agenziedi lavoro interinale, che grazie al cielo sono arrivate -in ritardo- anche inItalia, aprissero una sezione di offertedi lavoro 'a scadenza' cui le donne in attesa e le neo mamme potessero avereaccesso preferenziale?
Ci potrebbero essere degli sgravi per le aziende che offrono questotipo di impiego, le cose potrebbero proseguire anche oltre. Per non contare l'enorme passo verso la civiltà e il progresso che questorappresenta. Meditate agenzie di lavoro interinale, meditate.