Il 28 febbraio alle ore 20 il Papa abdicherà.

Solo 17 giorni per capire cosa stia avvenendo, cosa possa essere accaduto per fargli maturare una decisione di così grande importanza per la storia.

Questa la cronaca.

Benedetto XVI, durante il Concistoro, alla presenza dei Cardinali annuncia in un messaggio in latino di abbandonare il soglio di Pietro, a meno di un mese dalla Pasqua, la celebrazione più importante per la cristianità.

Le notizie che si sono febbrilmente susseguite ci dicono che il Santo Padre lascia per il bene della Chiesa, per non essere più in grado fisicamente e spiritualmente di adempiere alle sue funzioni.

Una scelta meditata e maturata in piena libertà. Chiede perdono per i suoi difetti e ribadisce che tale decisione sia nata in raccoglimento ed in preghiera.

A partire da quella data i cardinali si riuniranno in Conclave per la nomina del nuovo pontefice preferibilmente prima di Pasqua.

Il Papa lascerà alle ore 20 del 28 febbraio e si recherà a Castel Gandolfo, per poi ritirarsi dentro un ex monastero di clausura all'interno delle mura vaticane, al termine di lavori di restauro dell'edificio.

A San Pietro, quindi, coabiteranno due papi…

Reazioni. Come ci si può aspettare grande confusione sia in Vaticano che tra i fedeli.

Soprattutto questi si sentono smarriti e sconvolti. Increduli davanti alle sue spiegazioni, che non convincono.

Il padre non si dimette dall'essere padre, ripetono in molti. Tutti agitati da sentimenti contrastanti ed inspiegabili.

C'è già stato un precedente?

La risposta è affermativa. I precedenti esistono anche se in epoche remote e per lotte di potere. Il caso più eclatante è quello di Celestino V, 1294 ed il suo gran rifiuto, in quel caso gli succedette Bonifacio VIII, che per sicurezza lo confinò nel Castello di Fumone

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Ma allora che cosa è realmente accaduto?

Atto eroico e di grande responsabilità od atto discutibile quello di abbandonare, perché malato? Sono sorti immediatamente inevitabili paragoni con il suo predecessore che, benché gravemente invalido, decise di non abbandonare, perché dalla Croce non si scende.

Ci saranno varie ipotesi, che si susseguiranno, già si levano voci nel web che gridano ad un possibile complotto ai danni della Chiesa ed un atto di responsabilità da parte di Benedetto XVI, che per salvare la cristianità ha deciso di fare un passo indietro.

Verità o finzione, forse non si saprà mai.

Una cosa è, però, certa il 28 febbraio 2013 sarà una giornata epocale, una data, che segnerà per sempre il mondo come noi lo conosciamo e non solo per i cristiani.

Al senso di smarrimento, che coglierà i cattolici, non resterà che una cosa, affidarsi al Signore e che Dio li aiuti.