Il CdM, con una deliberazione motivata, deciderà le sortidel cosiddetto riccometro. Si attende infatti che il Consiglio dei ministri diail via libero.
Il consiglio dei ministri deciderà sul provvedimento; infattidovrebbe esserci la "deliberazione motivata" che potrebbe dare l'ok definitivoal decreto che solo una settimana fa era stato bloccato dalla Conferenza unificataStato autonomie per l'unica opposizionedella regione Lombardia, impedendo cosi lasuccessiva intesa con il Governo.
Grazie all'Isee, cioè l'indicatore della situazioneeconomica equivalente, si potrebbero scovare tutti quelli che godono dei prestazionisociali agevolate senza averne reale diritto; asili nido, mense scolastiche, tasseuniversitarie, assegni di maternità, prestazioni per la disabilità, bollettedella luce e canoni telefonici, insomma i cosiddetti falsi poveri.
Attraverso questo strumento si attuerebbe una vera e propriarivoluzione che analizzerà in modo totale le ricchezze, i redditi mobiliari e immobiliari,con un sistema di franchigie e una scala di equivalenza del tutto nuovarispetto a quanto avveniva in passato, si provvederà inoltre ad unaridefinizione del nucleo familiare, che non consentirà di barare e darà lapossibilità di rivedere in tempi rapidi il sistema di accesso alle prestazioni diwelfare.
Saranno valutate le titolarità di barche, auto di lusso,moto di grossa cilindrata oltre i 500 cc. le somme contenute all'interno di conticorrenti, gli investimenti di azioni, fondi d'investimento, Bot e Btp, attraversouna serie di controlli incrociati e soprattutto grazie all'aiuto dell'Inps.Sono stati soprattutto i sindaci e buonaparte dei governatori, esclusi quella della regione Lombardia, a far presenteal governo la necessità di un'inversione di tendenza per cui il provvedimento èstato ripresentato dopo 7 giorni,ingenere ne passano trenta.
Il governo, ha deciso di procedere subito con deliberazione motivata. Il testo finale sarà cosi uguale a quello già reso noto in conferenzaunificata, prevedendo un salvacondotto per Trento e Bolzano in virtù dellaspeciale autonomia di cui godono. E' stato possibile aggirare il termine di 30 giornigrazie alla registrazione della mancata intesa, messa subito a verbale, si ècosi rinunciato a una riapertura del dibattito.
Non è stata solo la pressione di sindaci e governatori aspingere per l'accelerazione dei tempi; infatti ha avuto un peso anche laproposta della Lombardia che avrebbe cambiato completamente il provvedimento rendendoinutile tutto il percorso fatto con le altre regioni e gli altri enti locali.