Chi sarà il prossimo?

E' questa una delle domande che si stanno ponendo i mercati finanziari in questi giorni. Saranno sufficienti le drastiche misure adottate per il salvataggio di Cipro oppure sarà solo un prolungarne l'agonia a caro prezzo? E noi, in Italia, possiamo dormire sonni tranquilli? Tante domande, molte risposte evasive. L'unica certezza è che, a pagare il conto nel Paese cipriota, saranno correntisti e obbligazionisti. I governi europei ormai, non sanno più a quale Santo votarsi. Oberati da un debito pubblico eccessivo, stanno traslando il conto da pagare per situazioni economiche insostenibili, dal pubblico al privato.

Saranno salvi (almeno per ora) i depositi fino a 100mila euro. La Laiki Bank( nota anche come Popular Bank of Cyprus) infatti verrà trasformata in una "bad bank" (banca cattiva) e i depositi di cui prima, verranno trasferiti in carico alla Bank of Cyprus. La Laiki verrà quindi chiusa con buona pace di azionisti e obbligazionisti privilegiati che, insieme ai depositanti con conti superiori ai 100mila euro, si assumeranno l'onere del salvataggio del Paese.

Situazione grave a Cipro, situazione traballante anche in Slovenia, che potrebbe essere la prossima "testa" interessata da un'operazione del genere. A quanto pare, le banche slovene hanno raggiunto un elevato livello di tossicità nel credito erogato.

La dilagante corruzione, il "clientelismo", l'elargizione senza controllo del credito, hanno fatto sì che nel Paese a noi vicino, inizi a serpeggiare una certa preoccupazione. Nonostante le smentite di rito e le dichiarazioni degli analisti sloveni sulle differenze tra la situazione di Lubiana e quella di Nicosia, nubi minacciose si addensano all'orizzonte del cielo sloveno.

E l'italia? Per ora il Bel Paese pare ancora sufficientemente lontano da provvedimenti così drastici e drammatici, ma non si possono di certo dormire sonni tranquilli. Lo stallo relativo alla situazione politica, nel momento in cui servirebbe invece un esecutivo forte, in grado di fare proposte e riforme concrete, potrebbe essere la spada di Damocle che pende sulle nostre teste.

Come si suol dire, occorre agire e subito, pensando, almeno per una volta, al bene comune e non all'interesse del singolo.

Alla classe politica il richiamo a lasciare da parte screzi e teatrini e a concentrarsi sul da farsi. Non c'è ulteriore tempo da perdere. Nicosia e Lubiana non sono così lontane da Roma....