Non sembra trovare battute d'arresto l'impennata sul caro – prezzi, le rilevazioni degliultimi giorni, mostrano un andamento, tutt'altro che al ribasso, e se tuttosarà confermato, per gli stipendi si prevede una nuova mietitura.

La crescita dei prezzi, tocca principalmente i beni diprima necessità, i settori più colpiti sono: alimentari, carburante edenergia.

Nel settore dei beni alimentari (incluse le bevande alcoliche) nell'ultimo mese, rincarano dello 0,8%, mentre su baseannua il rialzo sfiora il 3,2%.

Gli effetti congiunturali dei prezzi sui generialimentari, dovuti principalmente all'incremento del costo dei prodotti non lavorati, aumentanodell'1,7% su base mensile e del 4,9% su base annua, e non va meglio suiprodotti lavorati anche se in misura più contenuta (+0,2%).

In particolare nell'ultimo anno, l'impennata dei prezziriguarda: vegetali freschi +13,4%, frutta +8,5%, aumento anche i vini +3,7%.

Nell'ultimo mese subisce una forte impennata cresce ancheil carburante (benzina e diesel),registrando un +3,1%, l'incidenza maggiore arriva dall'eccessiva tassazione.

Nessun rallentamento dei prezzi su i beni energetici peruso domestico (luce, acqua e gas), intre mesi sono aumentate del 9,3%, il rincaro inciderà mediamente per unafamiglia di 4 persone, per circa 20 euro a bimestre, e senza un piano energeticodi forte impatto, la crescita tendenziale è destinata ad aumentare.

La stangata sospinta dal momento negativo della nostra economia,si attesta con una variabile su scala nazionale del 2,3%, con un differenzialeinflazionistico che negli ultimi due anni non ha subito nessuna riduzione, enonostante l'effetto anticipato dei saldi,la flessione sui consumi continua senza battuta d'arresto.