Fra Italia e Germania il gapaumenta sempre più, la distanza tra i due Paesi aumenta non solo considerando Pil,produttività o spread ma tocca purtroppo anche i salari medi.

Il report dell'Istatsulla "Struttura delle Retribuzioni"riferito all'anno 2010 si è occupatodelle distanze, in termini di guadagni, tra le generazioni, il genere, illivello di istruzione e i diversi Paesi del vecchio Continente. Lo studio, resonoto il 25 febbraio scorso, è frutto di una lunga rilevazione durata quattroanni, che ha tenuto conto solamente delle imprese e delle istituzioni conalmeno dieci dipendenti nell'industria e nei servizi.

Il quadro che ne è emerso dell'Italia è poco confortante, nel nostro Paesele retribuzioni medie sono sotto la media della zona euro e al 12-esimoposto nell'Unione Europea a 27 Paesi. La Germania, il Regno Unito e la Francia adesempio hanno una retribuzione oraria superiore rispetto all'Italia rispettivamentedel 14,6%, del 13% e dell'11%.

Inoltre in Italia, secondo l'Istat, vi sono delle differenze abissali "interne" come tra gli stipendi dei neo-assunti rispetto a coloro che hannosviluppato un'anzianità di servizio.Un lavoratore con 15 anni di esperienza percepisce un salario superiore del 61,4% rispetto a coloro che sono assunti da meno di 5 anni. Altro divario considerevole si registraa sfavore delle donne, 20% in meno.

I laureati e i diplomati percepisconoun salario decisamente superiore, pari al 50% in più, rispetto a coloro chehanno conseguito le sole scuole primarie.

Per quanto riguarda le donne, la differenza nei salari annuiè determinata, spiega l'Istat, soprattutto dal numero diverso di ore annueretribuite, più elevato per i lavoratori maschi. Il divario, seppur ancora parial 10%, risulta infatti ridotto,rispetto al 21% su base annua, analizzando nel dettaglio esclusivamente il salario orario delle lavoratrici donne.Altra differenza è quella tra i dipendenti a tempo indeterminatoe i lavoratori a termine, non solomeno tutelati, visto il contratto non sempre rinnovato, ma anche meno pagati,percepiscono infatti uno stipendio annuo lordo pari a 14 mila euro in menorispetto a coloro, che hanno già la fortuna, di avere il posto fisso.

Sintetizzando l'Italia presenta quindi nonsolo criticità interne ma anche "esterne", se confrontata con gli altriPaesi, infatti nella classifica salari europea, retribuzione lorda oraria adottobre 2010, l'Italia con 14,5 euro, si colloca al dodicesimo posto nell'Ue a 27, sotto la media della zona euro (15,2euro), e leggermente sopra quella dell'intera Ue (14 euro).