Sognate di diventare un giorno Amministratori Delegati, o meglio conosciuti come CEO (Chief Executive Officer), alla Steve Jobs o alla Bill Gates?

Non state scegliendo il lavoro più difficile del mondo, ma di sicuro non avrete vita facile.

Gestire migliaia di dipendenti, lavorare in un mercato difficile come quello attuale o in estenuanti tavoli di lavoro in consiglio d'amministrazione, possono indurre anche le persone più competenti a compiere dei passi falsi.

Basti pensare a Ron Johnson, Ceo di JC Penney Company Inc., uomo d'affari abile, educato a Stanford e Harvard, che ha contribuito a rivoluzionare il business retail di Apple, dopo anni di esperienza presso altre società di vendita al dettaglio.

Pochi giorni fa la sua avventura è giunta al capolinea spodestato da Myron Ullman, già Ceo dal 2004 ad inizio 2012 che ne è tornato ad esserlo ad effetto immediato.

Per Ullman è quindi un ritorno al passato, dopo il fallimento di Johnson, incapace di terminare quella trasformazione di JcPenney in catena di grandi magazzini di fascia alta in cui ha creduto fino al suo licenziamento. I risultati negativi dell'ex top manager di Apple sono chiari, poiché nel 2012 l'azienda statunitense ha subito un calo delle vendite di 4,3 miliardi, con un trend che ha costantemente puntato verso il basso e che è culminato con il -28,4% annuo di vendite della stagione natalizia.

Il mese scorso la Electronics Arts Inc.

ha annunciato che John Riccitiello ha dato le dimissioni come amministratore delegato. Al suo posto il precedente Ceo, dal 1991 al 2007, Larry Probst, che intanto ricoprirà il ruolo di presidente esecutivo in attesa del nuovo Chief executive. Le dimissioni arrivano dopo un periodo di critiche da parte degli investitori, aggravate dai travagli finanziari della società. Gli utili del terzo trimestre sono stati sotto 1.18 milioni di dollari, inferiore a 1.650 per lo stesso trimestre dell'anno precedente. Alla fine del 2012, il Wall Street Journal aveva inserito John Riccitiello tra i CEO da licenziare nel 2013. Da una parte era un dirigente che parlava dei giochi che gli piacevano, e addirittura arrivava a dare consigli di design sui titoli di EA (lo ha fatto su alcuni titoli già pubblicati, non vi preoccupate), dall'altra ha sempre incarnato una figura rapace per via di alcune politiche abbracciate da EA con un po' troppa leggerezza.

Riccitiello ha comunicato ai dipendenti le dimissioni sono nate a causa di lotte finanziarie interne all'impresa. "I risultati sono stati inferiori alle aspettative e io ne sono responsabile al 100%" ha detto l'ex Ceo.

Andrew Mason fondo' Groupon nel 2008. Quando la società ha mancato le aspettative degli analisti per i guadagni del primo trimestre, Mason ha annunciato di essere stato licenziato.

Non è stato in grado di mantenere le entrate della società al livello della concorrenza che aveva invaso il mercato e non è stato in grado di tenere vivi i legami con i clienti abituali, i quali hanno risposto con poca lealtà.

Il declino del valore delle azioni e la graduale erosione del suo business giornaliero, sono alla base della cacciata di Andrew Mason, il Ceo.

Il Chairman esecutivo Eric Lefkofsky e il Vice Chairman Ted Leonsis guideranno le operazioni di Groupon, l'azienda di Chicago, finché mon sarà nominato il nuovo Ceo. Ora le zioni della società sono in commercio a 5.92 dollari per azione, in calo del 2%.

E' recente la notizia che Brian Dunn, ormai ex Ceo di Best Buy, si è dimesso per ragioni comportamentali personali. Avrebbe avuto, si saprà poi, relazioni inadeguate con una dipendente. La società con lui ha visto crollare il titolo e precipitare le vendite della sua società. Come se non bastasse la sua ossessione per i buyback è costata a Best Buy qualcosa come 6,4 miliardi di dollari, con risultati a dir poco modesti. Come se non bastasse il presidente Richard Schulze ha dovuto dimmetersi per non avvisato del comportamento del Ceo il consiglio di amministrazione.

Chi l'ha visto? Sembrerebbe che ora viva ancora a Minneapolis, secondo il suo twitter, nel quale inoltre si cita:" Dedito alla famiglia, fede, amici, padre di 3 figli, marito, fanatico di sport e libri, studente del genere umano".

 Andrea Jung, medaglia di bronzo nella speciale classifica Forbes dei peggiori Ceo del 2012, si dimise prima da Ceo di Avon nel 2011 poi da presidente nel 2012. Fu criticata per la supervisione della società, per aver respinto l'offerta di acquisizione da coty e per aver flagellato i guadagni. E ora? Fa parte di una serie di consigli di amministrazione, tra cui General Electric e Apple.

Per quanto riguarda HP ha licenziato 3 Ceo in 6 anni. Nel 2005 costrinse Carly Fiorina a dimettersi.

Nel 2010 Mark Hurd si è dimesso dopo l'accusa di molestie sessuali. Leo Apotheker ha rivestito il ruolo di Ceo per meno di un anno, uscendo di scena nel settembre 2011. Mentre era in sella al colosso, le azioni sono scese mentre lui annaspa alla ricerca di una chiara identità: azienda di software o di hardware? 

Da agosto 2010 a oggi le azioni della compagnia hanno perso il 70 per cento del loro valore in borsa, bruciando qualcosa come 68 miliardi di dollari. Oggi vale all'incirca 29 miliardi e si lecca le ferite dell'esercizio 2011-2012: 12,65 miliardi di dollari di perdita di cui 6,9 solo nell'ultimo trimestre. Ora al comando c'è Meg Whitman, ex Ebay, che vuole riportare, in cinque anni, fuori dalla crisi HP.

Ed i predecessori? Carly Fiorina fa parte di diversi consigli, tra ui il Massachussetts Institue of Technology. Hurd è diventato, nell'autunno 2010, presidente di Oracle Corp. Mentre Apotheker torno' a Parigi diventando poi nel 2012 presidente del consiglio di azienda della danese KMD.

Prima di rincorrere un sogno pensiamoci bene alle conseguenze.