Il 25 aprile è stato un giorno molto movimentato per Enrico Letta, nuovo Presidente del Consiglio in pectore, alle prese con le consultazione che ha portato ad una maggioranza del tutto strana e un'opposizione al quanto atipica. Fratelli d'Italia con questa maggioranza si schiera all'opposizione, ma ha affermato l'ex ministro Meloni, ai microfoni di Zapping 2.0 di Radio uno: "La nostra opposizione sarà leale e non ideologica, dove vaglieremo emendamenti su emendamenti e spero che non fallisca e che io possa avere torto".
Sinistra Ecologia e Libertà, che alle elezioni si è schierata con il Pd, rifiuta il governissimo: "Non si può e non possiamo accettare un governo con il centrodestra".
Un'altra forza che si schiererà all'opposizione sarà la Lega Nord, che però potrebbe ritornare sulla sua decisione solo se venisse messo tra i punti programmatici il Federalismo e la Macroregione del Nord. L'ultimo partito che intende porsi all'opposizione sarà il Movimento Cinque Stelle; ha affermato Crimi: "Noi non firmiamo in bianco, vedremo cosa proporrà il governo e voteremo emendamenti che saranno affini al nostro programma, saremo un'opposizione responsabile".
Stranamente all'opposizione potrebbero schierarsi anche alcuni dissidenti del Pd, che non vorrebbero un'alleanza con il Pdl, ma hanno affermato l'on. Speranza e l'on. Franceschini che chi non si dovesse schierare con il governo Letta potrebbe essere espulso dal partito.
Tra questi dissidenti possiamo annoverare l'on. Matteo Orfini e l'on. Civati che in un intervista hanno affermato di non essere disposti ad accettare un governo Pd-Pdl e che quindi, forse, non voteranno la fiducia.
Orizzonti di scissione, dunque, ricoprono il Pd che come con per le elezioni del Presidente della Repubblica rischia di essere l'opposizione più dura per il neonato governo Letta, forte sì, ma quanto responsabile? La fine delle consultazioni si avvicina come il test parlamentare che dovrebbe portare alla fiducia al governo, intanto Letta e Berlusconi dovrebbero incontrarsi domani per sciogliere i dettagli sui punti programmatici dove all'apice vi è la soppressione dell'Imu. Lunedì il governo dovrebbe tornare lavorare a pieno regime per tirare fuori l'Italia da quell'immobilismo socio-economico alla quale è stata condannata da non poco tempo.