All'indomani della carneficina parigina il Presidente della Repubblica Francoise Hollande ha decretato la sospensione del trattato di Schengen e l'adozione dello stato d'emergenza. Ma cosa tratta lo stato d'emergenza? Per capire la tragedia di Parigi non si può non passare per un decreto che dal dopoguerra ad oggi è stato adottato solo tre volte nelle vita repubblicana post bellica. C'è da dire che nessuno dei grandi stati vittime di attentati come USA, Spagna o Inghilterra ha mai adottato un decreto con risonanza così interna limitando la libertà personale.

La disciplina dello stato d'emergenza

Andiamo a scoprire il decreto per stanare i seguaci dell'ISIS. Lo stato di emergenza in Francia è disciplinato dalla legge n.55-395 del 3 aprile 1955 e si utilizza solo in caso di gravi violazioni dell'ordine pubblico o in caso di calamità pubblica di parte o di tutto il territorio nazionale.

Lo stato di emergenza viene diramato dal Presidente della Repubblica con l'unanimità del Consiglio dei ministri. Il decreto ha una durata sei mesi e la proroga deve essere acconsentita dal parlamento entro e non oltre dodici giorni dalla scadenza come per la decretazione dello stato di assedio.

Poteri delle forze dell'ordine e dello Stato

La polizia acquisisce più poteri riguardo al fermo giudiziario, il ministro può imporre gli arresti domiciliari a qualunque persona che venga considerata pericolosa per la sicurezza e per l'ordine pubblico. I prefetti possono vietare la libertà di circolazione delle persone per mezzo del coprifuoco. Lo stato può ordinare la chiusura di luoghi di spettacolo, somministrazione bevande e luoghi di ritrovo. Il ministro e i prefetti con mandato possono perquisire luoghi pubblici o privati in qualsiasi ora.

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Con lo stato d'emergenza la legislazione militare e quindi quella marziale può essere coadiuvante con la giustizia ordinaria.

La storia

Dalla sua adozione venne usata durante la V Repubblica durante la crisi algerina il quale fu adottato per sei mesi con una seconda proroga, in Nuova Caledonia nel 1985 per sei mesi e nel 2005 durante il clima delle violenze urbane per tre mesi. Dunque la Francia piomba in un periodo di terrore e diffidenza che alla vigilia di due grandi manifestazioni come la conferenza sul clima e gli europei di calcio di giugno pongono una popolazione come quella francese, che ha come simbolo la libertà, in un clima di diffidenza e terrore.