Marco Travaglio su Enrico Letta: parole dure e dissacranti su "Lettino", come lo definisce in un passaggio, sono state spese dal seguitissimo giornalista e vicedirettore de Il Fatto Quotidiano in un articolo pubblicato sullo stesso giornale il 14 luglio scorso e intitolato "Letta a due piazze". In un articolo precedente ci siamo chiesti chi è Enrico Letta, se l'uomo della Politica o l'uomo dell'inciucio: a riguardo Travaglio sembra propendere senza molti dubbi per la seconda ipotesi.
Marco Travaglio nel suo articolo "Letta a due piazze" apre ricordando quanto dallo stesso Enrico Letta affermato sul Corriere, ovvero che preferirebbe vedere i voti andare al PDL piuttosto che a Grillo.
Una dichiarazione che Travaglio definisce un coming out. Riguardo alle critiche degli elettori del PD a tale affermazione il giornalista commenta: "Beata ingenuità. Sono 18 anni che sinistra e destra governano insieme, ovviamente sottobanco per non farsi beccare dai rispettivi elettori".
Travaglio ricorda poi come in quel momento, sotto il governo Monti, Letta dichiarava "Non vorrei che si tornasse alla logica dell'antiberlusconismo e delle ammucchiate contro il Cavaliere". Dichiarazione che fornisce su un piatto d'argento la battuta al giornalista: "Le ammucchiate contro il Cavaliere no. Invece quelle col Cavaliere sì", in riferimento anche al sostegno condiviso al governo Monti.
Travaglio passa quindi a ricordare alcuni episodi che hanno visto Enrico Letta particolarmente vicino alle posizioni del PDL e quindi anche dello zio Gianni.
In particolare ricorda come nel 2006, dopo la richiesta del ministro Gentiloni di cambiare le regole dell'ingaggio dell'Avvocatura di modo che non difendesse ulteriormente la legge Gasparri, e quindi si schierasse a sostegno delle "giuste richieste di Europa7", Enrico Letta non fece nulla di tutto questo. Non solo, Travaglio cita numerosi affermazioni da parte del giovane esponente del PD, che in riferimento agli uomini del PDL parlava di "gente in gamba" al pari, sottolinea Travaglio di "zio Gianni e Tremonti".
E naturalmente il vicedirettore de Il Fatto non lesina di ricordare le parole di Letta riguardo al legittimo impedimento per Berlusconi: "Il Pd non opporrà obiezioni al ricorso al legittimo impedimento: consideriamo legittimo che, come ogni imputato, Berlusconi si difenda nel processo e dal processo".
Travaglio ricorda poi la stima dimostrata verso Alfano, e infine chiude sottolineando come forse, secondo lui, la differenza tra gli altri del PD, che "sono più furbi", è che si limitano a compiere gesti in favore del PDL, mentre Enrico Letta, oltre a fare "lo dice pure".