Maria Chiara Carrozza, nominata il 28 aprile scorso Ministro dell'Istruzione e dell'Università, esponente del Pd, nasce a Pisa il 16 novembre del 1965, dopo essersi laureata in Fisica diventa ben presto ricercatrice, specializzandosi in robotica, che diventa ben presto la sua passione, diventando da subito giovane docente.
Diventa docente presso l'Istituto Sant'Anna di Bioingegneria, di cui diventa rettore dal 2007 al 2013. Diventa membro delle società scientifiche IEEE Society of Engineering in Medicin e and Biology e della IEEE Society of Robotics and Automation.
Ha insegnato nel Campus Biomedico di Roma ed è stata visiting professor alla Technical University di Vienna e Comitato scientifico del Centro Studi di Confindustria. Si sposa con il sottosegretario all'Industria del primo governo D'Alema Umberto Carpi, ricevendo per questo motivo delle critiche al momento della candidatura con il Pd dal Movimento Cinque Stelle di Grillo: "Ecco finalmente una donne di elevata statura morale: se andiamo a vedere chi è nella sua biografia si unisce il solito clientelismo e nepotismo caro alla vecchia politica".
Nel 2007 Carrozza diventa Rettore della Scuola Superiore Sant'Anna, stabilendo il record del rettore più giovane della Conferenza dei Rettori Universitari Italiani (CRUI).
Tra le sue esperienze anche i numerosi lavori nel CERN di Ginevra e soprattutto presso gli Istituti del Giappone dove vive per molti anni.
Dall'unione citata prima con Umberto Carpi nascono due figli, di cui uno frequenta la Facoltà Giurisprudenza e un'altra, ripercorrendo la stessa strada della mamma ministro, diventa studentessa in Fisica.
Nel 2013 viene nominata capolista in Toscana per il Partito Democratico, entrando nella Camera dei Deputati.
Il 28 aprile 2013 il neo Presidente del Consiglio Enrico Letta la sceglie come Ministro per l'Istruzione e l'Università. Al neo ministro spetta una dura impresa, quella di rimettere a galla un sistema scolastico e universitario che è al collasso tra scarsa occupazione, stipendi bassi e problemi nei concorsi universitari.
La sfida è aperta e il neo ministro l'accetta con piacere affermando ai microfoni del Tg2 di studiare attentamente le leggi dei suoi predecessori per poter portare sempre cose nuove e utili, affinché gli studenti possano creder negli studi. Studiare è futuro.