Nel 2010 alcuni economisti avevano affermato che per avere una crescita economica sarebbero serviti i tagli e così è stato fatto in questi anni: però invece di avere un miglioramento dell'economia, si è verificato l'effetto contrario e perciò ci ritroviamo ad affrontare un elevato debito pubblico e una crisi economica da cui ormai da tempo sembra impossibile uscire.
Alcune settimane fa Thomas Herndon, uno studente americano di 28 anni frequentante la facoltà di economia, ha smontato le ricerche effettuate dagli economisti tre anni fa: aiutato da due professori, il ragazzo ha scoperto che nei documenti che sono stati usati varie volte per giustificare le misure decisamente severe applicate in campo economico (e quindi l'austerità), c'erano ben tre errori evidenti.
Nessuno era mai riuscito a trovarli, poiché quei materiali non erano mai stati resi pubblici.
Il primo errore è dovuto al calcolo della media del debito pubblico, il quale è stato analizzato tramite Excel: invece di evidenziare venti Paesi, ne sono stati considerati soltanto quindici. Il secondo errore consiste nel non aver considerato gli anni del dopoguerra di Canada, Australia e Nuova Zelanda: nonostante avessero un alto debito pubblico, in quegli anni avevano avuto un grande sviluppo, ma includerli nella ricerca avrebbe causato un indebolimento dei risultati. L'ultimo errore è dovuto al fatto di essersi basati semplicemente sulla media dei Paesi a più alto debito e di aver calcolato le altre a partire da quelle.
Dunque a causa di questi calcoli errati si è verificata una decrescita economica: l'austerità non ha portato nessuno giovamento alla situazione e perciò per ottenere dei risultati davvero apprezzabili bisognerebbe riformulare tutti i calcoli, prevedendo i giusti movimenti da eseguire, al fine di ottenere una netta diminuzione del debito pubblico, il quale purtroppo è in continuo aumento.