Si era parlato inizialmente di un aumento in busta paga pari a 200 euro annui, ma le notizie che giungono non sono poi molto incoraggianti.
Il governo aveva messo sul piatto 1,6 miliardi di euro destinati a ridurre il cuneo fiscale dei lavoratori, che diventano 10,6 miliardi nel triennio che va dal gennaio 2014 alla fine del 2016. La somma dovrebbe essere così ripartita: 5 miliardi per sgravi Irpef e 5,6 miliardi destinati alla riduzione del costo del lavoro per le imprese. Non avendo, però, il governo stabilito a quale platea di lavoratori gli sgravi siano destinati non si è a conoscenza delle cifre esatte a cui fare riferimento.
A cercare di far luce sulla situazione la Confesercenti, che è giunta a delle conclusioni non certo esaltanti. A beneficiare della riduzione della pressione fiscale sul lavoro saranno 15,9 milioni di contribuenti, su un totale di 41 milioni, essendo stati esclusi dalla manovra lavoratori autonomi e pensionati per evitare il disperdersi ulteriore delle poche risorse messe a disposizione.
Nessun beneficio per i lavoratori che guadagnano meno di 8000 euro l'anno poichè non pagano tasse e non possono usufruire quindi delle detrazioni fiscali.
Le detrazioni inoltre vanno a scomparire per coloro che guadagnano più di 55 mila euro l'anno. Il beneficio medio è di circa 8 euro al mese, ma con molte disparità.
Per chi guadagna 9000 euro l'anno l'aumento in busta paga sarà di 2 euro e 80 centesimi al mese (circa 33 euro l'anno), per chi guadagna 55mila euro l'anno l'aumento sarà pari a 1,83 euro al mese (circa 22 euro l'anno). Va meglio per coloro che percepiscono uno stipendio annuo pari a 15 mila euro, che vedrà il proprio aumento in busta paga lievitare a 14,30 euro al mese (circa 172 euro l'anno).
In ogni caso lo sgravio dell'Irpef sarà minore dell'aumento dell'Iva (previsto per 105 euro a famiglia).
La manovra risulta quindi, chiaramente, insufficiente a far fronte al bisogno delle famiglie che si aspettavano qualche cosa di più e a cui l'aumento medio di 8 euro al mese potrebbe sembrare quasi una presa in giro.