Il cammino di tante famiglie italiane assomiglia sempre di più ad una corsa a perdifiato, condotta con il respiro sempre più corto ed il passo sempre più lento. Continua a calare il reddito a loro disposizione, il loro potere di acquisto continua a restringersi.
A partire dal 2008, la capacità di spesa è, di fatto, diminuita del 10%. Da cinque anni l'economia e la società italiana vanno avanti con il fiatone. Per il quinto anno consecutivo si registra un calo dei redditi delle famiglie e del loro potere di acquisto.
La crisi economica, e non poteva essere diversamente, ha fortemente penalizzato i consumi delle famiglie, che si sono ritrovate a dover ridurre le spese e a cercare di risparmiare un po' su tutto, a partire dalle spese domestiche fino ai carburanti. All'austerità dei conti pubblici ha fatto seguito una corrispondente austerità privata delle famiglie e dei singoli, per resistere al penalizzante ciclo economico negativo.
L'Italia si è sempre distinta per essere un Paese di risparmiatori, eppure da ben sette anni il risparmio è in continua diminuzione e ammonta a trentasei miliardi di euro, quando alla fine degli anni novanta era attestato attorno ai cento miliardi euro.
I dati forniti dal Crif, che gestisce il principale Sistema di Informazioni Creditizie (SIC) in Italia, non fanno altro che confermare lo stato di crisi delle famiglie italiane, che hanno di fatto congelato il rischio, in quanto attestano che le erogazioni di prestiti personali sono diminuite di oltre il 10%, calo che viene attribuito alla maggiore prudenza dei nuclei familiari. Cosi come sono calati del 6,5% i finanziamenti per l'acquisto di autoveicoli e motocicli, del 5,6% il credito al consumo e dell' 8,9% i mutui per l'acquisto di case.