Settecento milioni. Questi i tagli apportati dalleRegioni negli ultimi tre anni al finanziamento dei servizi legati al trasportoferroviario, mentre il numero dei pendolari che utilizzano treni e corriereaumenta di circa 200.000 unità ogni anno. Nel biennio 2010-2012, trediciregioni (Calabria, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Piemonte, Abruzzo, Veneto,Toscana, Sardegna, Sicilia, Molise, Lazio e Campania) hanno mediamente ridottodel 12% i contributi a questo settore; la Campania, con un -27%, rappresenta lapunta massima, seguita a ruota dal Lazio (-23,5%).

È quanto emerge daun'inchiesta pubblicata in questi giorni da L'Espresso. I treni della reteregionale (22mila km di binari) sono spesso vecchi, mal funzionanti e sporchi,le carrozze insufficienti (addirittura anche solo due per convoglio), i serviziigienici del tutto inadeguati. Le persone che quotidianamente cercano diutilizzare il trasporto ferroviario per raggiungere il luogo di lavoro o distudio – tre milioni nel 2012, in aumento costante – sono costrette a viaggiare incondizioni difficilissime; in piedi, ammassati in piccoli spazi dove spesso ilricambio d'aria è insufficiente.

A questo si aggiunge il disservizio legato aduna costante mancanza di puntualità delle corse (un passeggero può accumulareanche cento ore di ritardo in un anno), quando non si assiste alla soppressionetemporanea o definitiva.

La classifica della performance delle ferrovie neiPaesi Ue stilata dall'EuropeanRailway Performance Index 2012, che si basa sui tre parametri intensità d'uso,qualità del servizio e sicurezza, colloca l'Italia al dodicesimo posto. Naturalmente,è un palleggio di responsabilità fra i vertici regionali e quelli diTrenitalia.

Toscana e Veneto hanno annunciato l'intenzione di disdire – nelcorrente anno – il contratto con la società ferroviaria ed indire una gara perassegnare la gestione del servizio.

Trenitalia afferma, dal canto suo, di averein programma circa tre miliardi di euro per immettere in rete nuovi convogli. Tuttociò, mentre il Governo concentra gli investimenti per implementare l'AltaVelocità – che offre un servizio di qualità – e le regioni da anni subiscono aloro volta pesanti tagli nei trasferimenti da parte dello Stato.

Stridepesantemente l'incoerenza di questo stato di cose con le frequenti esortazionia preferire il trasporto pubblico ed anche con l'effettiva tendenza –determinata non solo da motivazioni ambientalistiche, ma anche di naturaprettamente economica – a limitare l'utilizzo dell'automobile.

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