Un allevamento di dromedari? È possibile in Italia, ne parlano in queste ore igiornali, perché succede ai piedi dell'Etna, il vivace vulcano siciliano, famoso inEuropa.

Dev'essere un humus pieno dienergie e magnetismo, che fa attecchire idee anticonvenzionali come questa. Lanews è riportata dal quotidiano dell'associazione nazionale medici veterinariitaliani (Anmvi), dell'intuizione di SantoFragalà veterinario siciliano, esperto di ospedali esotici, docente difisiologia equina a Messina che haavviato la fattoria Gjmàla, in contrada Ronzini, a Trecastagni.

I tre animali che la popolano almomento si chiamano Carmen, Jasmine e Mustafà, nomi a metà tra l'Isola e l'Africa, da non confondersi con i cammelli, i dromedari contano una sola gobba, lefemmine, producono un latte dalle molteplici proprietà, in grado di combinarsiper la creazione di cosmetici di alto profilo, come creme e schiumogeni, e con usi nell'ambito alimentare.

L'intuizione diFragalà presenta spetti apratici immediati, le femmine producono infatti ben diecilitri del prezioso alimento al giorno. Nonsono in molti a saperlo, ma come spiega Fragalà, grazie a buone percentuali di grasso e calcio pare possa rivelarsiun perfetto sostituto del latte materno, utile per l'alimentazione dei bambini intolleranti.

Qualcosa disimile accade con il latte di asina, che però produce solo un litro al giorno.Questo permetterebbe di abbattere i costi, dai dodici euro al litro del latte d'asina,ai sei euro al litro. I prodotti a base di latte di dromedario, in Europa, almomento sono considerati di nicchia.

Dopo aver seguito l'iter burocraticoe aver espletato tutte le procedure sanitarie, l'azienda di Fragalà importa giàin Olanda creme e bagni schiuma a base del prezioso latte. Si punta adesso alla commercializzazione del latte ealla produzione casearia.