A distanza di parecchi anni dallo scoppio della crisi finanziaria le banche italiane hanno ancora in portafoglio tanti crediti in sofferenza. L'impatto devastante della crisi sull'economia reale ha infatti portato le famiglie e le imprese ad avere non poche difficoltà a rimborsare i mutui ed i prestiti.



Ecco perché le banche, nel voler ripulire i bilanci, spingono per la creazione delle cosiddette band bank dove far confluire tutti i crediti in sofferenza considerando tra l'altro che questi sono cresciuti anche negli ultimi mesi in accordo con quanto reso noto dall'ABI, Associazione Bancaria Italiana.

Ma qual è il prezzo da pagare per far confluire i crediti in sofferenza in una bad bank?



A chiederselo sono l'Adusbef e la Federconsumatori dopo i segnali di apertura che sono emersi in merito dalle dichiarazioni di Ignazio Visco, il Governatore della Banca D'Italia. Le due Associazioni temono che le sofferenze complessive, che si aggirano sui 135 miliardi di euro, vengano in qualche modo scaricati, se non sui correntisti, quantomeno sulla collettività magari attraverso l'intervento diretto della Cdp, la Cassa Depositi e Prestiti.

Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, rispettivamente presidenti di Federconsumatori e di Adusbef, auspicano di conseguenza che queste iniziative di sistema, in merito ai crediti in sofferenza, non vengano addossate al pubblico anche perché gli istituti di credito sono arrivati a questo punto in quanto spesso in passato hanno concesso fidi in maniera allegra.



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