I pagamenti dei debiti della Pubblica Amministrazione hanno raggiunto ritardi superiori ai 60 giorni durante l'anno corrente. All'inizio dell'anno il complesso dei debiti delle P.A. ammontava a 60 miliardi. Già i due governi precedenti a quello di Renzi, guidati da Enrico Letta e Mario Monti si sono occupati, con poca fortuna di questo problema, ma ad oggi abbiamo visto su questo spinoso tema caro alle imprese più promesse che fatti. La crisi ha dimostrato come di fatto molte imprese non siano "morte" di debiti ma di crediti verso la Pubblica Amministrazione. Lo Stato si è dimostrato in passato molto celere a chiedere ciò che gli è dovuto ma non si è dimostrato altrettanto efficiente nell'adempiere ai sui doveri usando la burocrazia per dilazionare i tempi dei pagamenti.
Il piano Renzi
Il presidente Matteo Renzi, nel suo discorso di insediamento alle Camere, come primo punto della sua agenda economica ha messo proprio lo spinoso tema dei debiti delle Amministrazioni Pubbliche, promettendo lo sblocco di ben 60 miliardi di euro, che saranno versati dalla cassa depositi e prestiti alle aziende creditrici.
La bozza del ddl sulle Amministrazioni Pubbliche
Il disegno di legge sulle Amministrazioni Pubbliche prevede un blocco delle assunzioni di personale per qualsiasi tipologia contrattuale. L'unica eccezione viene concessa per le assunzioni fatte nel Servizio sanitario nazionale. I debiti delle Amministrazioni Pubbliche saranno anche monitorati dallo Stato centrale attraverso una piattaforma informatica, a cui dovranno essere inviate tutte le situazioni dei debiti non estinti entro 15 giorni. Inoltre viene prorogato l'istituto della compensazione tra debiti e crediti verso lo Stato fino al 30 settembre.
Le critiche
Dure critiche a questo provvedimento sono arrivate dal Commissario Europeo Matteo Tajani, che dice "Sarebbe stato meglio un decreto legge che un ddl perchè per ogni giorno perso si perdono imprese e posti di lavoro"; inoltre Tajani pone anche dubbi sulla tenuta del Patto di Stabilità.
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