Per la prima volta, la peste suina africana (PSA), è stata descritta nel 1921, in Kenya. Nel 1957 è stata segnalata in Portogallo, e successivamente la malattia si è diffusa nell'intera Penisola Iberica; nel 1978 ha fatto la sua comparsa in Sardegna. A causa delle somministrazioni di rifiuti alimentari contaminati provenienti dall'Africa, nel 2005, la malattia è stata segnalata anche nelle regioni del Caucaso, fino ad interessare la Russia. La presenza della peste suina in Europa, costituisce un freno ai vari flussi commerciali, pertanto l'UE ha individuato l'eradicazione del virus come priorità. Attualmente l'Unione Europea sta incrementando il volume dell'export della carne suina e dei prodotti derivati verso il Giappone, il Brasile e India. Visto l'aggravamento epidemiologico della paste suina, l'UE ha modificato i vari programmi preventivi adottati in passato, rimodulando radicalmente i criteri di campionamento relativi alle qualificazioni sanitarie, ed incrementando i controlli sugli allevamenti delle aziende suinicole in tutto il territorio; obbligando la regione Sardegna a provvedere alle vaccinazioni preventive sui maiali d'allevamento.

La peste suina classica è una malattia virale dei suini domestici e selvatici (cinghiale), non trasmissibile all'uomo. Il virus della peste è abbastanza resistente alle basse temperature e in condizioni di essiccamento, può restare latente per 20 giorni nelle feci, nel sangue e nelle secrezioni oculari del suino. Nei prodotti alimentati, come carni affumicate, prosciutti e salumi, il virus della peste resiste per diversi mesi dopo la loro produzione. Se debitamente trattai, i prodotti possono essere consumati dall'uomo senza creare nessun rischio di contagio. Esistono due tipi di peste suina, quella acuta e quella cronica. I sintomi letali nella forma acuta sono: febbre elevata, depressione, abbattimento, disidratazione, congiuntivite, vomito, diarrea, cianosi e paresi del treno posteriore. Mentre nella forma cronica sono: enterite necrotico-ulcerose. Per evitare ogni forma di contagio, visto che il virus non è facilmente riconoscibile, è consigliabile prendere semplici precauzioni. In primo luogo, evitare contatti troppo ravvicinati con persone influenzate, cercando di coprirsi le vie respiratorie con un fazzoletto, secondo rispettare semplici regole igieniche, come lavarsi le mani spesso, o evitare di toccarsi gli occhi con le mani sporche. L'infezione tra animali, invece, può venire per contatto o per via oro-nasale.

Una caratteristica della peste suina è una significativa resistenza alle variazioni di temperatura, infatti, l'attività infettante del virus persiste per 18 mesi a temperatura ambiente, e fino a 7 anni a 4°C. Il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, intervenuto al convegno "Il malato più difficile? La sanità sarda" svoltosi a Cagliari, ha dichiarato: "Dobbiamo eradicare il virus della peste suina, migliorando il servizio veterinario in Sardegna, ristabilendo i piani di prevenzione come c'è stato richiesto dall'UE". Riguardo all'inchiesta della procura di Roma, sull'approvvigionamento dei vaccini, il Ministro Lorenzin non si è pronunciato.

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