Fuori dall'Europa che conta: è questa l'impressione che suscita il grafico di rating europeo stilato dall'agenzia internazionale Standard & Poor's, che proprio oggi ha declassato il nostro paese portandolo dal livello BBB a BBB-. Il rating, nel linguaggio finanziario, è una classificazione che valuta titoli obbligazionari e imprese in base al loro rischio finanziario. In questo caso, la nostra impresa è l'Italia intera, che viene abbassata di livello a causa dell'instabilità e debolezza del prodotto interno lordo che sta "minando la sostenibilità del debito pubblico", secondo quanto riporta l'importante agenzia statunitense che ha stilato la classifica.



Ma come funziona questa classifica? Ci sono, innanzitutto, dei livelli di rating. Quelli della Standard & Poor's sono "AAA" (elevata capacità di ripagare il debito), "AA" (Alta capacità di pagare il debito), "A" (Solida capacità di ripagare il debito che potrebbe essere influenzata da circostanze avverse), "BBB" (Adeguata capacità di rimborso, che però potrebbe peggiorare) "BB" e "B" (Debito prevalentemente speculativo), "CCC" e "CC" (Debito altamente speculativo) e poi il gradino più basso,  "D" ovvero società insolvente.

Ma al declassamento italiano "BBB-" nella nuova classifica della Standard & Poor's viene accostato un outlook stabile. L'outlook è la prospettiva a medio-lungo periodo dell'orientamento del rating stesso, che quindi allo stato attuale molto probabilmente non peggiorerà.

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Questo futuro apparentemente stabile, secondo l'agenzia, è garantito dai passi avanti del Governo Renzi. Giudizio accompagnato però da una nota in cui l'agenzia statunitense fa sapere di temere "un indebolimento del Jobs Act a causa dei decreti attuativi". Considerando che più è alto il rating e minore è il rischio dell'investimento, per adesso non siamo un' azienda in crescita. In classifica siamo allo stesso livello della Romania, della Bulgaria per quanto riguarda l'UE, e del Marocco, del Brasile, dell'Uruguay e dell'Indonesia nel confronto con i paesi degli altri continenti. Il nostro "BBB-" corrisponde ad un tasso medio di fallimento del 2.20 %, più alto di un paese "AAA", dove tale probabilità è dello 0.10 %.