Secondo i dati pubblicati dal bollettino della Banca d'Italia, emerge una situazione ancora disastrosa per il debito pubblico italiano delle amministrazioni pubbliche che sarebbe salito di 26,2 miliardi raggiungendo un nuovo massimo, un record di oltre 2 mila miliardi. L'incremento riflette per circa quindici miliardi l'aumento delle disponibilità nelle casse del Tesoro e un incremento di circa undici miliardi per il fabbisogno delle amministrazioni. Per 0,5 miliardi anche l'emissione dei titoli e la rivalutazione dei BTP, hanno contenuto un incremento del debito.

L'oscillazione delle entrate

Le entrate tributarie sono invece in diminuzione e sono state di circa ventotto miliardi con una riduzione di quasi il due per cento rispetto ad aprile dell'anno scorso. La Banca d'Italia sottolinea anche che nei primi quattro mesi dell'anno le entrate sono complessivamente cresciute dell'1,2 per cento ossi circa un miliardo e mezzo. Per la mancata omogeneità nel complesso le entrate tributarie sarebbero più o meno invariate rispetto all'anno precedente.

Il governo Renzi non ha fermato il debito

Adusbef e Federconsumatori commentano la situazione denunciata da Banca d'Italia. Affermano infatti che il governo Renzi si è insediato con un debito di 2,107 miliardi e termina il suo secondo mese di vita con un debito di 2,146. Un incremento al ritmo di quasi 20 miliardi al mese. Per le due associazioni si tratta del maggior carico ai cittadini di 658 euro di tassa che graverà come al solito sui giovani senza futuro.

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Matteo Renzi

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