In Italia un'azienda su due è costretta a chiudere dopo aver ricevuto una verifica fiscale. È questo il dato più allarmante che emerge dal primo Rapporto del Contribuente 2015 presentato ieri a Roma dall'Associazione Contribuenti Italiani - Contribuenti.it. L'analisi, affidata al Centro Studi e Ricerche Sociologiche "Antonella Di Benedetto" di Krls Network of Business Ethics, si prefigge di rilevare lo stato di salute del contribuente italiano medio, che sembra peggiorare di anno in anno, malgrado i molteplici proclami di un'imminente uscita dalla crisi da parte del governo.



Uno scenario drammatico

In particolare, i dati elaborati dallo studio evidenziano il fatto che nei primi sei mesi del 2015 solo il 56,9 per cento delle aziende è riuscito a uscire indenne da una visita nella propria sede della Guardia di Finanza, mentre il 43,1 per cento è stato costretto ad alzare bandiera bianca e a chiudere i battenti. Numeri che registrano un andamento negativo anche rispetto alle statistiche dell'anno scorso, da cui risultava che la percentuale dei sopravvissuti era del 60,9 per cento.

Uno scenario drammatico conseguenza diretta, secondo gli esperti che hanno presentato il rapporto, della particolare costituzione del tessuto economico del paese, composto perlopiù da piccole e medie imprese. Queste, già strangolate da una lunghissima crisi che non accenna ad allentare la morsa, non riuscendo a tenere i conti in ordine, quando poi lo Stato va a controllarle ricevono la mazzata finale che le manda ko.

Un'ulteriore conferma di questo disagio è la crescente richiesta di rateizzazione delle tasse, che dall'inizio dell'anno ha fatto registrare un +12,3 per cento.

Fiducia nel giudice tributario, ma non nel Garante del Contribuente

Sempre secondo il rapporto, a diminuire invece è la fiducia nei confronti del Garante del Contribuente, che passa dal 30,7 al 23,6 per cento. Evidentemente, gli italiani non si sentono abbastanza tutelati da una figura istituita per legge 15 anni fa e che molto probabilmente andrebbe riformata. Al contrario, sembra che credano di più nella giustizia tributaria, che incassa un +1,7 per cento, passando dal 74,3 rilevato nel 2010 all'attuale 76 per cento.

"Ciò che fa più male è che molte imprese, anche quest'anno, sono state costrette a chiudere pur sapendo di avere ragione - ha sottolineato Vittorio Carlomagno presidente di Associazione Contribuenti Italiani Contribuenti.it -.

Per fronteggiare l'emergenza ed aumentare il tasso di compliance chiediamo al Governo di istituire, urgentemente, Lo Sportello del Contribuente presso tutti gli organi diretti ed indiretti dell'amministrazione finanziaria e di riformare la figura del Garante del Contribuente".

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