Continua ad espandersi il mercato automobilistico in Italia, cresciuto dell'8,2% rispetto ad ottobre 2014 e del 14,7% da inizio anno. Siamo intorno alle 132.000 auto vendute in totale ad ottobre: di spazio a tavola per mangiarsi una fetta di torta (del mercato) ce n'è per tutti. In questo quadro Volkswagen, secondo gruppo automobilistico in Italia, limita il calo nelle immatricolazioni a -0,35% rispetto ad un anno fa (17.156 auto consegnate), e rimane per così dire a stecchetto se si considera quanto fatto dai principali competitor.

Crescono FCA e PSA

FCA, ad esempio, azzanna oltre il 27% del mercato, con una crescita del 10,81% rispetto ottobre 2014, immatricolando 36.845 veicoli.

Tra i marchi più voraci del Gruppo, dietro FIAT, ci sono Lancia e Jeep. Quest'ultima ha superato Alfa Romeo incrementando le vendite del 102% rispetto a un anno fa. A doppia cifra anche la crescita del Gruppo PSA: +10,21% sull'anno scorso (11.681 unità), mentre i cugini francesi di Renault con 11.191 smottano del -3,62% dopo un anno di rally grazie alle vendite delle nuove Clio e Kaptur. Seguono Ford con 9123 vetture (+9,26% rispetto ad ottobre 2014), i coreani di Hyundai-Kia (+14,41%), che con 7931 vetture superano GM, che invece ha immatricolato 7243 vetture (+4,96).

Toyota peggio di Volkswagen

L'atteso crollo di Volkswagen, insomma, non si è concretizzato nel mercato italiano di ottobre. Ha fatto decisamente peggio, ad esempio, il competitor per la leadership globale Toyota: 5523 vetture immatricolate, per un calo del -14% rispetto ad ottobre 2014.

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Per Volkswagen in questi inizi di novembre i problemi sembrano arrivare più dalla borsa che dagli uffici immatricolazione. Nella giornata di martedì 3 novembre, ad esempio, il titolo ha girato in rosso profondo a Francoforte, arrivando a perdere oltre il 4% e scendendo sotto la soglia psicologica dei 110 euro ad azione.

A creare il panico, nuove voci che arrivano da oltreoceano: l'Epa, l'agenzia che ha portato alla luce lo scandalo Dieselgate, ha dichiarato con chiarezza agli organi di stampa che ci sono altri modelli di Wolfsburg coinvolti nello scandalo. I sospetti stanno cadendo sulla Porsche Cayenne, la Volkswagen Touareg e altri modelli top di gamma. La decisa smentita di Volkswagen sembra precludere ad un inasprimento dello scontro, e questo rende nervoso il titolo. Inutile dire che un nuovo ampliamento dello scandalo Dieselgate imputato ai modelli Porsche colpirebbe Vw nel pieno della sua fase riorganizzativa guidata da Matthias Muller, il nuovo presidente molto vicino proprio alle famiglie Porsche e Piech.