Che alla maggior parte della popolazione italiana, la nuova Legge di Stabilità non piaccia è un dato di fatto. Che sia stata già criticata su alcuni suoi punti, dalla Unione Europea è assodato. Notizia di giornata è che anche la Corte dei Conti mette in dubbio l’apparato di provvedimenti di cui è composta questa manovra finanziaria. E pensare che appena uscita, il 15 ottobre, la Legge di Stabilità è stata pubblicizzata da Renzi e dal suo esecutivo come una manovra che avrebbe risolto molti dei problemi che affliggono il Paese.

I lavori in Commissione

Oggi era in agenda l’audizione del Presidente dell’Alta Corte dei Conti, Raffaele Squitieri che tutto è stato tranne che magnanimo verso la Legge varata dal Governo che adesso deve essere approvata. Il pensiero di questo organismo è molto importante per la vita politica ed economica italiana perché la Corte dei Conti è un organo indipendente dal Governo a cui la Costituzione ha dato compiti di controllo e funzioni consultive sull’operato di chi ci amministra. Squitieri è stato chiaro, criticando la formula con cui si è scelto di abolire la Tasi. Così come è stata apparecchiata la cancellazione del balzello sull’abitazione principale infatti, avvantaggia i Comuni dove le aliquote applicate erano più alte rispetto agli altri.

Inoltre il problema della mancanza di gettito per i Comuni, rischia di ricadere sui cittadini non residenti. Il Presidente ha anche sottolineato come sia ottimo il principio di stanziare fondi per i nuovi Lea (livelli essenziali di assistenza) nella Sanità Pubblica, ma essendo poco i 500 milioni a disposizione si corre il rischio di concedere un servizio tagliandone un altro. Ci sono poi le critiche al posticipo di alcuni problemi come lo sblocco dei contratti statali che inciderà poco nel 2016, ma molto nel 2017. Stesso discorso per la perequazione delle pensioni e per le clausole di salvaguardia che sono state disinnescate per il 2016, ma che ritorneranno con importi più alti nel 2017. In definitiva, la Legge di Stabilità sembra risolvere pochi problemi, anzi sembra solo rimandarli all’anno successivo.

Cosa si farà adesso?

Da domani si tornerà a discutere di questa Legge Finanziaria in Commissione Lavoro di Camera e Senato. Come abbiamo visto i problemi sono strutturali, almeno per gli analisti e per coloro che devono controllare l’operato dell’Esecutivo. A questi si aggiungerà anche il problema della settima salvaguardia che creata come la pietra tombale del fenomeno esodati, adesso non basta più. Infatti se resterà così, sembra che sarà necessaria una ottavo intervento su questo tema. Poi c’è opzione donna che lascia perplessi per via dell’aumento di tre mesi all’età necessaria per ottenere l’anticipo di pensione. Andrebbe corretto anche questo punto per evitare la discriminazione a cui andrebbero incontro le donne nate nell’ultimo trimestre del 1958.

In attesa del deposito di tutti gli emendamenti da valutare, i lavori proseguono spediti e già oggi, si sono ascoltati i pareri delle parti sociali, i sindacati, Confindustria e le cooperative. Per il capitolo previdenziale, qualcosa di buono si sta facendo, ma le parti sociali hanno chiesto qualche piccolo intervento sulla flessibilità in uscita che attualmente manca. In parole povere, la nostra Legge di Stabilità è ancora in alto mare, i problemi sono tanti e solo il tempo dirà cosa si potrà fare e risolvere.