Il recente scandalo legato alle emissioni di alcuni modelli di auto Volkswagen ha portato la compagnia tedesca a chiedere prestiti a diversi istituti bancari di tutto il mondo per un totale complessivo di 20 miliardi di euro. Lo riporta l’agenzia di stampa Reuters. Otto banche offriranno 1.85 miliardi di euro all’anno, mentre altre cinque ne presteranno 1.08, per un totale di 20 miliardi annui. Citi, UniCredit, Barclay, Bank of Tokyo, BNP, Mistubishi, Mizuo e Societe Generale sono quelle che presteranno liquidità in quantità maggiore, mentre l’offerta di prestiti in somma inferiore è rappresentata da: Goldman Sachs, Bank of America, Santander, BBVA e Credit Agricole.

Volkswagen in primis ha rifiutato di commentare per la stampa quanto successo, così come la maggior parte dei istituti bancari interpellati da Reuters. La decisione finale, relativa alla somma esatta da chiedere in prestito e agli istituti a cui chiederla, verrà presa in giornata dai vertici dell’azienda tedesca, riuniti a Wolfsburg.

L’utilizzo delle liquidità

La più grande compagnia automobilistica europea ha assoluto bisogno di liquidità per pagare le salate multe in arrivo, le relative spese legali e i rimborsi ai clienti che hanno acquistato modelli difettosi.

La Volkswagen di recente ha ammesso di aver falsificato i dati riguardanti i modelli a diesel venduti negli USA, più nello specifico sono i dati sulle emissioni di monossidoad essere stati ‘taroccati’. Uno scandalo di cui si è parlato a lungo nei mesi scorsi e per il quale oggi la compagnia tedesca inizia a pagare il prezzo. E per sostenere tutte le relative spese c’è evidente bisogno di maggiore liquidità, motivo per il quale da Wolfsburg si è deciso di ricorrere ai prestiti bancari.

Uno scandalo senza precedenti

Quello avvenuto nel 2015 è il primo scandalo ‘serio’in 78 anni di vita della compagnia tedesca. Il suo numero uno è stato costretto a dimettersi, il rating finanziario di Standard & Poor’s ha subito un taglio drastico e anche i suoi titoli in borsa, ad oggi, risultano molto meno attraenti rispetto al passato. Ciò vuol dire che molti meno esperti di finanza (e ‘semplici’ risparmiatori) compreranno azioni Volkswagen, che avrà una diminuzione di entrate in tal senso.

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